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Lineare A e B Tipi di scrittura in uso presso la civiltà minoica. Si devono all’archeologo inglese Arthur Evans, massimo studioso della cultura minoica, l’analisi della scrittura diffusa anticamente nell’isola di Creta e la distinzione, operata sulla base dell’aspetto esteriore dei segni, tra geroglifica A e B, e lineare A e B.
La scrittura geroglifica, che si basava su semplici disegni, si diffuse esclusivamente nell’isola di Creta tra il periodo detto minoico medio I (2100-1900 a.C.) e l’inizio del minoico medio III B (XVIII secolo ca. a.C.).
Le scritture lineari rappresentarono un’evoluzione estremamente stilizzata della geroglifica, che sostituirono gradatamente (vi fu un momento di coesistenza). La lineare A (a tutt’oggi non ancora completamente decifrata) è documentata tra il 1660 e il 1450 a.C. su monumenti di pietra e manufatti d’argilla; al contrario della geroglifica, fu usata anche in iscrizioni a inchiostro. Ha un’area di diffusione maggiore rispetto alla lineare B, ma comunque limitata all’isola di Creta. Comprende 75 segni sillabici e numerosi ideogrammi impiegati anche dalla B, rispetto alla quale si distingue soprattutto per il ricorrere delle legature, forse motivato dalla necessità di economizzare gli spazi.
La lineare B fu utilizzata dal 1450 ca. sino alla caduta della civiltà minoica; fu molto importante, perché era impiegata per trascrivere il greco. Geneticamente vincolata alla A, probabilmente fu creata proprio per la necessità di adattare la scrittura alla lingua greca. Grazie alle circa 5000 tavolette d’argilla rinvenute a Cnosso, e nella penisola ellenica a Pilo e a Micene, la lineare B fu decifrata nel 1952 dal filologo britannico Michael Ventris e dal grecista John Chadwick.