| Trova nell'articolo | Onofri, Arturo | Articolo |
Onofri, Arturo (Roma 1885-1928), poeta italiano. Esordì molto presto sulla scena letteraria pubblicando le sue prime poesie su “Vita letteraria” e alcuni volumi di versi (Liriche, 1907; Poemi tragici, 1908; Canti delle oasi, 1909), confluiti in seguito nella raccolta Liriche (1914), in cui si avverte l’influsso di Pascoli e D’Annunzio e dell’esperienza poetica francese. Nel 1912 fondò la rivista “Lirica” e in seguito collaborò alla “Voce” di Giuseppe De Robertis e ad altre testate con saggi critici, tra i quali si ricordano le Letture poetiche del Pascoli, uscite postume nel 1953.
Nelle prove successive Onofri passò dallo stile impressionistico di Orchestrine (1917) e Arioso (1921), composte a metà tra poesia e prosa, a forme che risentono, nella tensione all’invenzione linguistica non sempre di accessibile interpretazione, di una visione panica ed esoterica del mondo, frutto di una nuova concezione teosofica maturata per influenza delle idee di Rudolf Steiner, in parte già formulata nel saggio Nuovo Rinascimento come arte dell’io (1925). In raccolte come Le trombe d’argento (1924), Terrestrità del sole (1927), Vincere il drago! (1928), Simili a melodie rapprese in mondo (1929), Zolla ritorna cosmo (1930), Suoni del Gral (1932), Aprirsi fiore (1935), sporadiche, anche se espressivamente intense, sono le illuminazioni liriche che anticipano moduli e forme del surrealismo e dell’ermetismo.