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Letteratura franco-veneta Tradizione di testi letterari prodotti tra la fine del XIII e per tutto il XV secolo nell’area orientale della Pianura Padana, corrispondente all’incirca ai territori delle province di Ferrara, Verona, Padova e Treviso. Le sono peculiari due elementi: il primo, linguistico, riguarda l’uso di un idioma che innesta artificiosamente sulla base morfologica dei volgari padani orientali, e in particolar modo veneti, la lingua francese; il secondo, tematico, si riferisce alla predilezione pressoché esclusiva per il genere epico e per i soggetti derivati dalle chansons de geste, fattore che in parte spiega la scelta espressiva dell’imitazione del francese.
Riscoperta e valorizzata nella sua omogeneità a partire dalla fine dell’Ottocento da studi di filologia romanza, la tradizione franco-veneta può essere considerata un significativo laboratorio linguistico e tematico nel panorama della letteratura e della lingua italiana delle origini. Studi linguistici hanno analizzato la struttura grammaticale, fonetica e grafica dell’idioma, per individuarne le componenti attribuibili ai volgari locali e all’imitazione francese. La ricerca di un’espressione letteraria che potesse dirsi illustre, e quindi degna di essere tramandata in forma scritta, sta alle origini di questa scelta di mescidanza linguistica in cui la patina, per lo più lessicale, del francese aveva la funzione di elevare a dignità letteraria le parlate locali. Il risultato di questa istanza di trasposizione linguistica ha dato vita a una tradizione letteraria, o semi-letteraria (è attestata infatti anche una tradizione orale affidata a giullari e cantastorie), molto fluida e composita, che risente fortemente del livello di conoscenze linguistiche dell’autore e che determina la maggiore o minore aderenza al modello francese. Inoltre il sostrato dialettale veneto può essere più marcatamente locale, oppure a sua volta stemperato in una koiné transregionale.
Dal punto di vista tematico la letteratura franco-veneta attinge al vasto patrimonio epico-cavalleresco della tradizione d’oltralpe, con particolare predilezione per il filone carolingio. Ma, così come avviene per quanto riguarda la lingua, anche sul piano dei contenuti i modelli originali vengono sottoposti a una radicale localizzazione, che innanzitutto tiene conto della differenza di contesto storico-sociale. Se quelli erano espressione letteraria della realtà e dell’immaginario feudale, le nuove trasposizioni franco-venete si adeguano al contesto comunale e borghese che costituisce, fra l’altro, il primo bacino di utenza di tale produzione letteraria. I sistemi di valori dell’eroe-cavaliere vengono quindi ricollocati in un ambito più familiarmente riconoscibile dal ricco borghese, spesso contaminati con l’emergente morale commerciale. Altro tratto caratteristico di questo fenomeno di riscrittura letteraria è l’inclinazione al comico, o quanto meno a una rappresentazione che all’idealizzazione del mondo e dei personaggi sostituisce un realismo più aderente alle cose.
Tra i numerosi testi franco-veneti figura un rimaneggiamento anonimo della versione più antica della Chanson de Roland, conservato in un famoso codice della Biblioteca Marciana di Venezia. Al 1320 circa risale un testo anonimo sempre in versi, l’Entrée d’Espagne (Entrata in Spagna), che narra gli avvenimenti precedenti la rotta di Roncisvalle con l’intenzione di completare la narrazione dei cicli francesi. Nel Trecento Nicolò da Verona, poeta di corte a Ferrara, è autore di una Prise de Pampelune. Alla corte di Ferrara visse anche Nicola da Casola, che nel 1358 cominciò un’enorme compilazione di 37.000 versi, incompiuta, su Attila, in cui encomiasticamente si parla del primo signore d’Este, Accarino. Tra il 1379 e il 1407 Raffaele Marmora, forse di Verona, si dedicò all’ultima compilazione di leggende carolinge, Aquilon de Bavière, questa volta in prosa.
Il repertorio tematico della letteratura franco-veneta costituirà un importante bacino di riferimento per la successiva e ricca tradizione del poema cavalleresco rinascimentale in Italia.