| Trova nell'articolo | Giochi panellenici | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Giochi panellenici Competizioni atletiche che vedevano coinvolti rappresentanti delle diverse póleis del mondo ellenico. Costituirono un aspetto assai importante della vita religiosa, politica, sociale della Grecia antica.
I giochi panellenici si svolgevano con cadenze regolari presso alcuni tra i maggiori santuari della grecità, il che solitamente comportava la proclamazione di una tregua sacra che mettesse fine a ogni conflitto bellico e che consentsse la partecipazione ai giochi in piena sicurezza del pubblico e degli atleti. Questi ultimi erano solitamente personaggi di alta condizione sociale, che nei giochi appagavano quello spirito competitivo tipico dell’uomo greco e che cercavano di raggiungere quella fama e quell’onore che – se vincitori – avrebbero ricevuto dall’essere celebrati negli epinici. Il grande afflusso di genti di diversa provenienza faceva sì che i giochi panellenici divenissero anche importanti occasioni per tessere legami politici e relazioni economiche, giacché accanto alle gare si tenevano di solito grandi mercati.
I più celebri giochi panellenici furono quelli olimpici, antico modello delle moderne Olimpiadi. Ma non furono le sole manifestazioni sportive dell’antichità greca: assai importanti furono i giochi pitici, nemei e istmici, che, sorti come fenomeni locali, nel corso del tempo andarono assumendo carattere panellenico e ricalcando – grosso modo – la struttura dei giochi olimpici.
| 2. | I giochi pitici |
Ogni quattro anni, il terzo dopo ogni olimpiade si svolgevano a Delfi, in onore di Apollo Pizio, i giochi pitici o Pizie. Erano per fama secondi solo a quelli olimpici. Nati in età antichissima come competizioni musicali, legate alla celebrazione di Apollo come dio della poesia e della musica, dal 582 a.C. divennero festa quadriennale organizzata dall’anfizionìa delfica, comprendente anche gare atletiche e ippiche. I vincitori ricevevano una corona d’alloro, pianta sacra ad Apollo.
| 3. | I giochi istmici |
Ogni due anni, nella tarda primavera, a Corinto, in onore di Poseidone, si tenevano i giochi istmici. Le loro origini erano legate a un mito di incerta tradizione: secondo alcuni sarebbero stati inaugurati da Sisifo, in onore di Melicerte; secondo altri da Teseo. Proprio a causa di questo legame con il loro eroe patrio e della vicinanza geografica con la propria città il pubblico ateniese frequentava volentieri questi giochi, che prevedevano gare ginniche, ippiche e musicali, e la cui cadenza biennale fu codificata solo nel 58 a.C. I vincitori ricevevano una corona di apio selvatico.
| 4. | I giochi nemei |
Sempre a cadenza biennale, tra giugno e luglio, si svolgevano a Nemea in Argolide i giochi nemei o Nemee, celebrati in onore di Zeus Nemeo. Anche per queste celebrazioni sportive la mitografia propone due possibili illustri fondatori: Adrasto di Argo, ai tempi della spedizione dei sette a Tebe (vedi Ciclo tebano); oppure Eracle, dopo l’uccisione del leone nemeo, una delle sue celebri “fatiche”. Divennero festa panellenica a partire dal 573 a.C., e assunsero forti elementi di affinità con le gare di Olimpia.