| Trova nell'articolo | Abbazia di Montecassino | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Abbazia di Montecassino Celebre abbazia benedettina, casa madre dell’ordine, fondata dallo stesso san Benedetto nel VI secolo. Sorge a 516 metri d’altezza sul monte che domina la piana di Cassino, in provincia di Frosinone.
| 2. | Cenni storici |
Giunto a Cassino intorno al 529, Benedetto scelse l’acropoli dell’antica città come luogo ove fondare un nuovo cenobio con i monaci che l’avevano seguito da Subiaco. Primo nucleo dell’attuale basilica fu l’oratorio di San Giovanni Battista, fatto erigere nel 529 dal santo di Norcia sul sito ove sorgeva l’altare sacrificale del vicino tempio di Apollo; anche quest’ultimo venne trasformato in oratorio cristiano, dedicato a San Martino, mentre nei pressi fu innalzato l’edificio adibito ad abitazione per i monaci.
Benedetto trascorse nell’abbazia il resto della sua vita: qui scrisse la famosa Regola e qui fu sepolto alla sua morte, insieme alla sorella Scolastica (anch’essa poi santificata) appena defunta (547 ca.).
Dopo il declino seguito alle distruzioni dei longobardi (581), l’abbazia venne ripristinata da papa Zaccaria nell’VIII secolo. Grazie alle numerose donazioni e al favore del pontefice conobbe un periodo di potenza e ricchezza, divenendo un importantissimo centro di studi. Vi soggiornarono, avvalendosi della sua ricca biblioteca, numerose personalità di spicco della cultura medievale, tra cui Paolo Diacono. Nel 787 il monastero ospitò Carlo Magno.
L’oratorio di San Giovanni Battista fu trasformato dall’abate Gisulfo (797-817) in basilica, distrutta tuttavia nell’883 dai saraceni. Nell’XI secolo l’abate Desiderio (futuro papa Vittore III) ricostruì il monastero e la chiesa, consacrata nel 1071 da papa Alessandro II. Dopo il terremoto del 1349 il complesso fu nuovamente riedificato (1357-1366).
Nel Seicento la chiesa venne rimaneggiata nelle forme barocche proposte dalla ricostruzione attuale. Nel 1866 l’abbazia fu dichiarata monumento nazionale e affidata a una piccola comunità di monaci.
Durante la seconda guerra mondiale, il 15 febbraio 1944 il complesso fu pesantemente bombardato dagli aerei alleati (vedi Battaglia di Cassino) e quasi completamente distrutto. I cannoneggiamenti che seguirono aggravarono la situazione, riducendo in macerie la gran parte degli edifici. L’opera di ricostruzione, avviata simbolicamente nel 1945 ma effettivamente l’anno seguente, ha ripristinato le forme originarie.
| 3. | Il complesso abbaziale |
Il complesso abbaziale è costituito dal monastero, dalla chiesa e dai chiostri. Nel chiostro centrale sono visibili le fondamenta dell’antica chiesa di San Martino; una breve scalinata introduce da qui nel cosiddetto chiostro dei benefattori, eretto intorno al 1510 su disegno di Antonio da Sangallo il Giovane.
La basilica presenta facciata moderna, impreziosita da tre portali bronzei: quello centrale risale al 1066, mentre i due laterali sono novecenteschi.
L’interno riproduce la struttura dell’edificio barocco consacrato nel 1727, a croce latina, con tre navate separate da pilastri; anche il rivestimento marmoreo del pavimento riflette quello originale. Irrimediabilmente perduti sono gli affreschi della volta, di Luca Giordano, e il dipinto dello stesso autore che rappresentava la consacrazione della chiesa nel 1071. Gran parte dell’attuale decorazione pittorica è opera di Pietro Annigoni.
Nelle cappelle laterali sono conservate importanti opere, tra cui un ciborio in pietre preziose realizzato su disegno di Nicolò Salvi nel 1728. Sotto l’altare del presbiterio riposano i resti di san Benedetto e di santa Scolastica. Interessante anche la sacrestia, nella quale si possono ammirare le sette tele dei Sacramenti di Giuseppe Maria Crespi.
L’archivio del monastero, collegato alla biblioteca, conserva il famoso placito capuano del 960 riguardante i beni di Montecassino, scritto in latino tardo con alcune espressioni in volgare.