| Trova nell'articolo | Comportamentismo | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Comportamentismo Scuola di psicologia che privilegia l'uso della ricerca sperimentale per studiare il comportamento (detto risposta) in relazione all'ambiente (detto stimolo); il comportamentismo (detto anche 'behaviourismo', dall'inglese behaviour, comportamento) nasce sotto l'influenza dell'associazionismo inglese, del funzionalismo americano e della teoria darwiniana dell'evoluzione, che enfatizzano l'importanza dell'adattamento dell'individuo all'ambiente.
| 2. | Aspetti storici |
Il comportamentismo si sviluppò nei primi anni del XX secolo grazie allo psicologo americano John Watson, contrapponendosi al predominio dei metodi soggettivi e introspettivi precedentemente usati in psicologia, ad esempio da Wilhelm Wundt. Watson non negava l'esistenza dei sentimenti, sosteneva tuttavia che essi non potessero essere oggetto di studio, in quanto non osservabili direttamente; influenzato dagli studi di Ivan Pavlov sul condizionamento animale, formulò allora una serie di procedure sperimentali i cui risultati fossero statisticamente significativi, in modo da poter allineare la psicologia alle scienze naturali (fisica, chimica e biologia). Nella sua teoria, denominata 'dello stimolo e della risposta', Watson prese in considerazione tutti i comportamenti complessi dell'essere umano (emozioni, abitudini ecc.) costituiti da elementi fisiologici (muscolari ed endocrini) che potevano essere osservati e misurati, teorizzando, ad esempio, che anche le emozioni potevano essere considerate delle risposte fisiologiche a stimoli ambientali.
Il comportamentismo, diventato scuola dominante nella psicologia americana degli anni Cinquanta, fu ulteriormente sviluppato, anche a livello internazionale, grazie a ricercatori come Edward Tolman, Clark Leonard Hull e Burrhus Skinner, i quali, avvalendosi della ricerca sperimentale e non dell'introspezione, formularono nuove teorie sull'apprendimento. La posizione di Skinner, nota come 'behaviourismo radicale', differiva da quella di Watson in quanto ammetteva la possibilità di studiare con metodi scientifici anche alcuni comportamenti complessi (ad esempio il linguaggio e la risoluzione di problemi) per i quali era innegabile l'importanza di processi interiori, non direttamente spiegabili in termini di stimolo e risposta. Egli sottolineò inoltre l'importanza degli stimoli ambientali nel produrre un particolare apprendimento, detto 'condizionamento operante', in cui interviene il meccanismo psicologico da lui definito rinforzo.
| 3. | Aspetti applicativi |
A partire dal 1950, la ricerca comportamentista ha contribuito a comprendere meglio come le diverse forme di comportamento umano e animale vengano apprese e mantenute. Questi studi riguardano in particolare: 1) gli elementi antecedenti il comportamento, come attenzione e percezione; 2) le vere e proprie modificazioni del comportamento, come l'acquisizione di capacità specifiche; 3) le influenze degli eventi che seguono un comportamento, ovvero gli effetti di incentivi e punizioni; 4) le condizioni che possono compromettere l'acquisizione di qualsiasi tipo di comportamento, come uno stress emotivo prolungato o la privazione di elementi vitali (cibo, sonno). Molte di queste ricerche sono state condotte in laboratorio; altre osservando dal vivo esseri umani e animali. Una classica procedura sperimentale behaviourista sull'apprendimento animale prevede ad esempio che un topo, o un piccione, impari a premere una leva posta nella sua gabbia in modo da ottenere del cibo, stimolando i suoi comportamenti diretti a questo scopo e scoraggiando invece gli altri per mezzo di scosse elettriche.
L'applicazione dei principi del condizionamento al trattamento dei disturbi del comportamento umano ha preso il nome di modifica del comportamento. Oltre all'applicazione in ambito psicopatologico (terapia comportamentale), i principi della scuola behaviourista sono stati utilizzati nell'industria e nella scuola (notevole è l'influenza dell''istruzione programmata' in ambito didattico).
| 4. | Critiche al comportamentismo |
La teoria comportamentista è stata criticata da diversi punti di vista, ad esempio dalla psicologia cognitivista. Il comportamentismo, infatti, non prende in considerazione le scoperte della moderna psicologia cognitiva, incluso il modo in cui le interpretazioni individuali del mondo influenzano il comportamento umano. È dimostrato, allo stato attuale delle ricerche, che le persone pensano e riflettono secondo categorie e adottano strategie di soluzione dei problemi per elaborare idee e visioni del mondo circostante, ma questi fatti riguardanti il pensiero umano sono stati ignorati dalla teoria comportamentista. Quest’ultima è considerata da molti studiosi una lacuna importante e, quindi, un aspetto poco convincente della teoria stessa.