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Funghi
1. Introduzione

Funghi Regno di organismi viventi unicellulari e pluricellulari, che si nutrono di materiale organico in decomposizione (saprofiti) o delle sostanze nutritive sottratte ad altri organismi (parassiti). Ne fanno parte lieviti, muffe e funghi propriamente detti, alcuni dei quali sono commestibili. Il sistema di alimentazione dei funghi consiste nel solubilizzare la materia organica mediante enzimi appositamente secreti e nell’assorbirla attraverso le pareti cellulari; una volta assorbite, le sostanze nutritive vengono distribuite alle diverse parti del fungo mediante semplice diffusione o attraverso vere e proprie correnti citoplasmatiche.

I funghi, presenti ovunque esistano altre forme di vita, sono responsabili, insieme ai batteri, della decomposizione di tutta la materia organica. Alcuni di essi sono parassiti e provocano gravi patologie sia nelle piante che negli animali. La disciplina scientifica che studia i funghi è la micologia.

2. Classificazione

Un tempo i funghi venivano classificati nel regno delle piante: erano ritenuti organismi vegetali privi di fusti o foglie, che nel diventare saprofiti avevano finito per perdere la clorofilla necessaria alla fotosintesi. Oggi la maggior parte dei tassonomi considera i funghi come un regno indipendente, evolutosi a partire da flagellati, e suddiviso in tre phyla sulla base del tipo di spore prodotto: zigomiceti (zigospore), ascomiceti (ascospore) e basidiomiceti (basidiospore). Un quarto phylum (chitridiomiceti) include forme unicellulari che producono spore dotate di flagello; altre specie di difficile collocazione sono raggruppate in un quinto phylum, quello dei deuteromiceti o funghi imperfetti, la maggior parte dei quali, tuttavia, sembra avere affinità con gli ascomiceti. Organismi unicellulari come le muffe mucillaginose e i chitridi, tradizionalmente inclusi nel regno dei funghi, vengono attribuiti da molti tassonomi al regno dei protisti.

3. Caratteristiche fisiche

La maggior parte dei funghi pluricellulari è composta da delicate strutture filamentose contenenti protoplasma, dette ife, generalmente suddivise l’una dall’altra da pareti sottili chiamate setti. Queste ultime sono perlopiù costituite da una sostanza di natura proteica, la chitina, presente anche nell’esoscheletro degli artropodi. Le cellule ifali, ognuna delle quali possiede da uno a molti nuclei, comunicano attraverso un piccolo poro situato al centro di ogni setto. L’insieme delle ife costituisce il micelio, vale a dire il corpo fruttifero del fungo. Questo tipo di struttura, composta da ife sottili munite di pareti proprie, rende molto alto il rapporto superficie/volume di ogni fungo, e quindi vantaggioso ai fini dell’assorbimento delle sostanze nutritive dall’ambiente. In alcune specie, il micelio è trattenuto al substrato da ife specializzate dette rizoidi; nei funghi parassiti, altri tipi di ife, dette austori, sono specializzate per assorbire il nutrimento dalle cellule dell’organismo ospite.

In alcuni funghi di consistenza gelatinosa, il contenuto d'acqua può spesso essere superiore al 90%; le spore, invece, possono contenerne meno del 50% e strutture destinate alla dormienza, come gli sclerozi, quantità ancora più basse. I funghi necessitano di ossigeno libero e di grandi quantità di acqua e di carboidrati o, comunque, di altre fonti di carbonio.

4. Riproduzione

La riproduzione nei funghi può avvenire per semplice divisione del micelio, o attraverso modalità complesse di tipo sessuato o asessuato. La maggior parte delle specie produce spore, minuscole particelle di protoplasma racchiuse da una parete protettiva, che si disperdono facilmente nell’ambiente, garantendo all’organismo genitore una straordinaria diffusione. Ogni corpo fruttifero produce un numero altissimo di spore: alcuni dei comuni champignons ne possono generare fino a 12 miliardi; la vescia gigante (genere Calvatia) diverse migliaia di miliardi.

La produzione delle spore si deve a ife specializzate, munite di setti non perforati, e avviene secondo due modalità distinte, di cui una sessuata e l’altra asessuata. La prima prevede che le spore si formino dopo la fusione di due o più nuclei; la germinazione di queste spore dà luogo a ife che presentano una diversa combinazione dei caratteri ereditari dei nuclei parentali. La seconda modalità non prevede la fusione dei nuclei. I diversi tipi di spore costituiscono il criterio di classificazione dei diversi phyla del regno dei funghi: gli zigomiceti sono i funghi che producono le zigospore, gli ascomiceti le ascospore e i basidiomiceti le basidiospore.

5. Ecologia

I funghi vantano una straordinaria diffusione in tutti i tipi di ambienti. Il suolo è l'habitat naturale dei funghi saprofiti, vale a dire di quelli che traggono nutrimento dai resti organici, ma è anche un serbatoio di funghi parassiti che possono infettare piante e animali. Molti di essi sono in grado di decomporre la cellulosa presente nei tessuti vegetali e, pertanto, hanno un ruolo attivo nella produzione dell'humus.

Gli habitat acquatici sono ricchi di numerosi ascomiceti. In anni recenti sono stati scoperti molti funghi nei fiumi e nei corsi d'acqua inquinati. Questi organismi partecipano infatti ai processi naturali di decomposizione della materia organica presente nelle acque di scarico e alcuni di essi rivestono un particolare interesse in quanto patogeni per l’uomo.

Alcuni funghi vivono in associazione simbiotica con alghe, sotto forma di licheni. Altri vivono intimamente associati alle radici delle piante superiori, con una porzione del micelio avvolta intorno agli apici radicali della pianta oppure penetrata all'interno della corteccia della radice. Alcune specie saprofite, che solitamente crescono sulla materia organica in decomposizione, si trasformano all’occorrenza in parassiti, infettando organismi vegetali viventi. Altre, invece, possono vivere esclusivamente quali parassite di piante. Alcuni funghi che vivono nel terreno catturano organismi microscopici come amebe e nematodi.

Molti piccoli animali, tra cui alcuni insetti e altri artropodi, si nutrono di funghi, svolgendo in tal modo un ruolo importante nella dispersione delle spore. In particolare, alcuni coleotteri e talune specie di termiti e di formiche tropicali coltivano attivamente i funghi come fonte di nutrimento. Infine, numerosi funghi sono parassiti di insetti. Vedi anche Malattie delle piante; Malattie degli animali.

6. Impieghi commerciali e industriali dei funghi

Gli enzimi idrolitici sintetizzati dai funghi vengono impiegati in numerosi processi industriali, in particolare nella produzione di bevande alcoliche (se coltivati in modo appropriato, alcuni funghi producono amilasi utili nella fermentazione alcolica) e di prodotti da forno (nel processo di panificazione, la lievitazione viene indotta appunto attraverso l’aggiunta di lievito, vale a dire di funghi unicellulari).

I funghi sono usati anche nella produzione commerciale di acido citrico e in quella di acido gluconico e acido gallico, quest'ultimo impiegato nella produzione di inchiostri e tinture. Analogamente, le resine sintetiche vengono ottenute a partire dall'acido fumarico sintetizzato dalla muffa nera del pane. I funghi possono essere anche fonti di proteine e di vitamine (vitamina D, riboflavina, biotina) e alcuni di essi sono utilizzati nella fermentazione dei formaggi.

I funghi sono anche fonti di sostanze farmacologicamente attive. In particolare, l'alcaloide estratto dallo sclerozio della segale cornuta (Claviceps purpurea), un tempo usato per stimolare le contrazioni dell'utero durante il parto, viene oggi impiegato per stimolare l'attività di questo organo dopo il parto, in modo che ritorni rapidamente al suo stato normale. Gli alcaloidi della segale cornuta sono anche la fonte della dietilammide dell'acido lisergico (LSD), una sostanza allucinogena. L'uso degli antibiotici nella pratica medica, infine, risale alla scoperta della penicillina, un composto derivato dalla muffa Penicillium notatum.

Classificazione scientifica: I funghi costituiscono un regno indipendente di organismi viventi, suddiviso in tre phyla: zigomiceti, ascomiceti e basidiomiceti.