| Alessandria (Egitto) | Articolo | ||||
| Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File. | |||||
| 3. | Storia |
Subito dopo la sua fondazione, Alessandria, abitata principalmente da greci, ebrei ed egiziani, contava 300.000 abitanti, esclusi gli schiavi e gli stranieri. Il quartiere nordoccidentale era occupato dagli ebrei. Qui essi vennero a contatto con la cultura greca, destinata ad avere una profonda influenza sul pensiero religioso; vi fu eseguita la traduzione greca dell'Antico Testamento, detta Bibbia dei Settanta.
Dopo la sconfitta di Cleopatra nella battaglia di Azio (31 a.C.), la città, insieme a tutto l'Egitto, passò fra le proprietà personali di Ottaviano e poi degli imperatori romani, e fu governata da un prefetto. La posizione privilegiata ne faceva il centro dei commerci tra Oriente e Occidente ma, nonostante ciò, la sua prosperità andò declinando. Una rivolta degli ebrei nel 116 d.C. portò al loro annientamento e alla distruzione di buona parte della città, che Adriano fece ricostruire.
Nel 215 l'imperatore Caracalla ordinò il massacro di tutti gli abitanti maschi per motivi tuttora oscuri, forse per una sedizione. L'ascesa di Costantinopoli (Vedi Bisanzio) eclissò ulteriormente la metropoli egiziana che, conquistata dopo un assedio, venne praticamente distrutta dai musulmani del generale Amr ibn al-As nel 638 e nel 642. L'ulteriore declino coincise con l'affermarsi dell'importanza del Cairo subito dopo il 968 e con l'apertura della rotta marittima per l'India, nel XV secolo. Alessandria, ridotta a un piccolo insediamento, fu occupata dalle forze di Napoleone dal 1798 al 1801. Dopo l'allontanamento dei francesi, sotto il dominio del viceré Muhammad Alì iniziò per la città una nuova ripresa, che portò a una rapida crescita, esattamente sull'area della città precedente; ciò causò l’estrema difficoltà di indagare archeologicamente la città antica, sulla quale tuttora si possiedono scarse informazioni.
Abitanti: 3.750.000 (2007).