Guerra del Golfo
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Guerra del Golfo
4. L’operazione “Tempesta nel deserto”

Scaduto l’ultimatum, il 17 gennaio 1991 le forze della coalizione, guidate dal generale statunitense Norman Schwarzkopf, lanciarono l’operazione denominata “Tempesta nel deserto” (Desert Storm), consistente in una massiccia offensiva aerea contro obiettivi militari in Iraq e in Kuwait. Gli attacchi della forza multinazionale erano volti alla neutralizzazione dei centri di comando iracheni, concentrati a Baghdad e a Bassora; all’interruzione delle linee di trasporto e di comunicazione tra Baghdad e le truppe sul campo; alla neutralizzazione dell’artiglieria irachena, trincerata lungo il confine tra Arabia Saudita e Kuwait, e della Guardia repubblicana, composta da un’élite di 125.000 uomini dislocati nell’Iraq sudorientale e nel Kuwait settentrionale. L’offensiva aerea disarticolò in breve tempo il sistema difensivo iracheno, infliggendo pesanti perdite all’esercito e mietendo al contempo molte vittime tra la popolazione civile. Contro le soverchianti forze della coalizione l’esercito iracheno rimase pressoché inerme, riuscendo ad abbattere pochi velivoli e a indirizzare alcune decine di missili Scud verso l’Arabia Saudita e Israele (che, in accordo con gli Stati Uniti, non si lasciò coinvolgere nel conflitto).