Manierismo
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Manierismo
3. Principali artisti manieristi

Le prime esperienze in direzione manierista si ebbero a Firenze nel secondo decennio del Cinquecento, dove la partenza di Leonardo e Michelangelo nel 1506 indusse gli artisti locali (Andrea del Sarto, fra Bartolomeo) a meditare con uno sguardo nuovo e più inquieto sulle opere dei maestri; i più giovani in particolare, tra cui Rosso Fiorentino e Pontormo, elaborarono soluzioni che preannunciavano la svolta.

Quest’ultima si compì pienamente a Roma, dove nel 1527 si ruppe drammaticamente, con il sacco della città da parte dei lanzichenecchi di Carlo V, quel clima di intensa creatività e ricercato estetismo che si era affermato presso la corte di Clemente VII grazie agli artisti allievi di Raffaello (Polidoro da Caravaggio, Perin del Vaga) o di altra provenienza (Parmigianino). La diaspora di maestri che ne derivò fu determinante per la diffusione del manierismo in tutta Italia.

Lontano dall’Urbe, si segnalarono in particolare Domenico Beccafumi, attivo a Siena e in Toscana, e Giulio Romano, il più brillante allievo di Raffaello, operoso a Mantova presso la corte dei Gonzaga.

Tra i capolavori del manierismo, diffuso anche oltralpe e in modo particolare in Francia (Scuola di Fontainebleau), sono la Deposizione di Rosso Fiorentino (1521, Pinacoteca civica, Volterra); gli affreschi di Pontormo con le Storie della Passione (1522-1525, Certosa di Galluzzo); la Natività della Vergine (1544, Pinacoteca, Siena) di Domenico Beccafumi. La Madonna dal collo lungo del Parmigianino (1535 ca., Uffizi, Firenze) è considerata tipicamente manierista per l’estrema verticalizzazione della figura umana e le ambigue relazioni spaziali della composizione.

Un allievo di Pontormo, il Bronzino, estese lo stile manierista al ritratto e alla pittura allegorica, con la sua famosa Allegoria del trionfo di Venere (1550 ca., National Gallery, Londra). Alla fine del Cinquecento operarono i fratelli Taddeo e Federico Zuccari, rappresentanti del tardo manierismo a Roma.

Tra gli scultori manieristi si ricordano il Giambologna, di origine fiamminga ma attivo in Italia, e lo scultore e orafo fiorentino Benvenuto Cellini. In ambito architettonico, tra le più importanti opere manieriste si annoverano Palazzo Te di Giulio Romano a Mantova (1525-1535 ca.) e i progetti di Michelangelo per la Biblioteca Mediceo-Laurenziana di Firenze (1523-1559).