Pellame
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Pellame
1. Introduzione

Pellame Materiale resistente, flessibile e imputrescibile, costituito da pelle animale sottoposta a un particolare trattamento chimico detto concia. Quasi tutta la produzione mondiale di pellame proviene da buoi, vacche, vitelli, capre, capretti, pecore e agnelli, ma vengono utilizzate anche pelli di cavallo, maiale, cinghiale, canguro, cervo, foca, tricheco e, in misura minore, quelle di alcune specie di rettili e uccelli.

Secondo la terminologia commerciale italiana, la pelle conciata prende il nome di cuoio, distinguendo due tipi principali: i cuoi forti, o pesanti, e i cuoi molli, o leggeri. Tradizionalmente, però, con il termine cuoio ci si riferisce solo ai cuoi forti, mentre quelli molli sono chiamati semplicemente pelle. L'appartenenza all'uno o all'altro tipo dipende essenzialmente dalla concia, anche se in genere per il primo si usano quasi esclusivamente pelli di bue e di vacca, mentre per il secondo vengono impiegate tutte le altre.

Il cuoio forte, particolarmente duro e resistente all'abrasione, si usa per fabbricare suole da calzature, finimenti e articoli tecnici come cinghie di trasmissione e guarnizioni. Il cuoio molle, o pelle, ha una più vasta gamma di applicazioni, che vanno dalle tomaie delle calzature ai cinturini degli orologi da polso. In particolare, con pelli di vitello e vitellone si producono tomaie, sellerie, valigie e articoli di abbigliamento (giacconi, borsette, portafogli, cinture ecc.); dalle pelli di agnello, pecora e montone si ricavano guanti, giacche e giacconi, articoli da legatoria e da arredamento; con le pelli di capra si producono tomaie per calzature di lusso, borsette e articoli da legatoria; con le pelli di maiale, cinghiale, cervo, foca si producono giacche, guanti, tomaie e articoli di abbigliamento; le pelli di rettile, infine, si usano per produrre tomaie e borsetterie di lusso, oltre che pelletterie varie come cinture, cinturini ecc.