Pellame
Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File.
Pellame
2. Fasi della lavorazione
1. Sterilizzazione

La materia prima dell'industria del pellame nasce in gran parte come sottoprodotto dell'industria della carne. Prima di essere conciate, le pelli grezze appena prelevate dall'animale ucciso vengono sterilizzate, mediante salatura o essiccamento, per impedire la proliferazione dei batteri che le farebbero imputridire rapidamente. I metodi di sterilizzazione più diffusi sono la salatura e la salamoia. Nel primo caso le pelli vengono cosparse di sale, accatastate l'una sull'altra e lasciate così per trenta giorni, affinché il sale penetri in profondità. La salamoia richiede tempi più brevi; in particolare nel metodo più comune, detto salamoia 'agitata', le pelli vengono poste in grandi vasche contenenti un disinfettante e una soluzione salina satura: risultano già completamente intrise di sale dopo solo sedici ore.

2. Concia

Per ogni tipo di pelle esistono vari processi di concia, scelti in base all'uso cui il prodotto è destinato. I principali sono la concia minerale (o al cromo) e quella vegetale (o al tannino). La prima si esaurisce spesso in un solo giorno, mentre la seconda richiede settimane o mesi. Con la concia al tannino si ottengono cuoi piuttosto rigidi, impermeabili e resistenti a trazione. La concia al cromo restringe il materiale e produce pelli caratterizzate da una maggiore resistenza al logoramento e al calore. Talvolta una pelle viene prima conciata al cromo e poi riconciata al tannino, combinando i vantaggi di entrambi i procedimenti.

Prima di essere conciate, le pelli sterilizzate vengono sottoposte ad alcuni trattamenti preliminari.

2.1. Rinverdimento, scarnatura e depilazione

Il primo trattamento preliminare consiste nell'immersione della pelle essiccata in acqua pura, in modo da eliminare il sale, il sangue, lo sporco, ma anche per reintegrare l'umidità perduta. Dopo un periodo di tempo che può variare dalle due ore ai sette giorni, si rimuove meccanicamente lo strato di carne dalla superficie interna. Quindi, per eliminare il pelo, si immerge la pelle in una soluzione acquosa di calce contenente una piccola quantità di solfuro di sodio, dove rimane per un periodo che va da uno a nove giorni. Al termine di questa operazione, i peli vengono facilmente rimossi da una macchina depilatrice e sulla superficie esterna diventa visibile la grana. Per ottenere pellame ben pulito, ogni pelo o pezzetto di carne rimasto viene eliminato manualmente, mediante una sorta di coltello a tagliente ottuso, detto scarnatoio.

2.2. Decalcinazione e macerazione

La fase successiva consiste nell'immergere la pelle in una soluzione debolmente acida, che elimina la calce assorbita e riduce il rigonfiamento da questa provocato. La maggior parte del pellame viene trattata contemporaneamente con una sostanza macerante ricca di enzimi, che rende la grana più liscia e la pelle più morbida e flessibile. La quantità di macerante può variare moltissimo: il cuoio per suole non ne richiede affatto, mentre la pelle di capretto usata per la fabbricazione dei guanti ne richiede alte dosi concentrate. Dopo questa operazione, la pelle può finalmente essere conciata.

2.3. Concia al tannino

In questo trattamento, la sostanza che funge da conciante, svolgendo la funzione di rendere la pelle imputrescibile e bloccarne il restringimento, è il tannino, un composto organico vegetale che può essere ricavato dalla corteccia e dalle galle di quercia, dalla corteccia di castagno, leccio, acacia del Sudafrica e varie specie di Tsuga, dal legno di quebracho del Sudamerica, dalle foglie di sommaco e dai frutti di mirabolano dell'India.

Nella concia al tannino le pelli, appese a telai oscillanti, vengono immerse in una serie di fosse contenenti soluzioni sempre più concentrate di tannino. Il processo completo richiede 4-5 mesi di tempo, se si usa la sostanza naturale macinata, ma si può ridurre a pochi giorni, usando estratti ad alta concentrazione.

2.4. Concia al cromo

La concia minerale è nota come concia al cromo poiché il conciante usato più frequentemente è un sale di questo elemento. Le pelli conciate al cromo sono più elastiche di quelle conciate al tannino e si usano per fabbricare borse, tomaie, guanti e indumenti.

Le pelli vengono prima immerse in una soluzione salina acida e poi in una grande botte girevole che scuote le pelli, contenente una soluzione basica di solfato di cromo. La soluzione penetra così rapidamente che la concia può esaurirsi in meno di un giorno. Nella produzione di cuoio chiaro, in sostituzione dei sali di cromo, si usano sali di alluminio o di zirconio. L'allume (solfato di potassio-alluminio), la formaldeide e i tannini sintetici conferiscono invece alla pelle una particolare morbidezza.

3. Ingrasso e tintura

Dopo la concia, cuoi e pelli sono sottoposti a operazioni diverse a seconda della loro destinazione. Il cuoio al tannino per suole viene prima candeggiato, quindi messo in infusione con sostanze quali sale di Epsom, olio e glucosio, e infine ingrassato con emulsioni calde di sapone, grasso e talvolta cera. Infine viene compattato e levigato mediante cilindratura, ossia il passaggio fra un cilindro di pressione e un piano di appoggio. Il vitello al cromo per tomaie viene 'spaccato' in sezione, ottenendo uno spessore sottile e uniforme, e quindi viene posto in un tamburo rotante per la tintura. Concluse queste operazioni, la pelle viene tesa e fissata su un telaio di vetro o di ceramica, o su una lamiera forata, e asciugata mediante il passaggio attraverso un tunnel a temperatura e umidità controllate.

4. Rifinizione

Nell'ultima fase, detta rifinizione, la superficie esterna (fiore) dei cuoi forti viene spalmata con un lucidante e spazzolata con una spazzola rotante. Il fiore dei cuoi molli, o pelli, viene smerigliato per correggere le imperfezioni superficiali. La smerigliatura della superficie interna (lato carne) produce la cosiddetta pelle scamosciata. La 'pelle lucida', invece, si ottiene dalle pelli sottili trattate con una miscela di cere, gommalacca o resine sintetiche emulsionate e pigmenti. Per ottenere la lucentezza tipica del 'vero cuoio' sono necessari diversi strati di vernice spessa e oleosa.

5. Surrogati

Oggi si producono molti surrogati del cuoio e delle pelli, in genere materiali artificiali o sintetici, fra cui materie plastiche come il PVC (polivinilcloruro) e fibre non tessute impregnate di leganti. Questi materiali sono privi della porosità, della flessibilità e della resilienza caratteristiche del cuoio e delle pelli naturali, ma sono sempre più diffusi, specialmente nella fabbricazione di suole per calzature, per i loro bassi costi di produzione.