| Satellite artificiale | Articolo | ||||
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| 2. | Tipi di satelliti |
Esistono diversi tipi di satelliti artificiali, adibiti a funzioni differenti. I satelliti per telecomunicazioni, tra i primi a essere messi in orbita dopo il lancio dello Sputnik 1, vengono usati nella telefonia e per la trasmissione di dati e immagini televisive. I satelliti meteorologici raccolgono costantemente immagini della Terra nel visibile e nell’infrarosso e inviano i dati ottenuti alle stazioni al suolo, dove vengono interpretati e tradotti in termini di previsioni del tempo.
I satelliti per la navigazione permettono di rilevare la propria posizione sulla superficie terrestre con un margine di errore inferiore ai 10 m, di localizzare gli iceberg e di mappare le correnti oceaniche; un esempio di questo tipo di satelliti è il sistema SARSAT (Search and Rescue Satellite System, Sistema satellitare di ricerca e salvataggio), che raccoglie le richieste di soccorso di navi e aerei per mezzo di una rete formata da tre satelliti statunitensi (NOAA-9, 10 e 11) e da due satelliti lanciati dall’ex Unione Sovietica.
In campo scientifico e astronomico, i satelliti artificiali fungono da vettori di rivelatori, telescopi e altri strumenti capaci di effettuare osservazioni e misure non realizzabili da Terra; a una certa quota al di sopra della superficie terrestre, infatti, il disturbo prodotto dall’atmosfera è ridotto al minimo, e le radiazioni provenienti dallo spazio possono essere rivelate con maggiore efficienza. Con strumenti posti in orbita intorno alla Terra, ad esempio, sono state scoperte sorgenti di raggi X e di raggi gamma prima sconosciute, e sono stati indicati oggetti celesti che emettono nella regione degli ultravioletti. Nel 1983, con il satellite per astronomia infrarossa IRAS (Infra-Red Astronomical Satellite), gli astronomi hanno effettuato la prima osservazione dettagliata del nucleo della nostra galassia.