| Satellite artificiale | Articolo | ||||
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| 5. | Mantenimento in orbita |
I satelliti artificiali producono l’energia di cui necessitano per mezzo di celle solari, di batterie ricaricabili con celle solari e, in alcuni casi, di generatori nucleari. Il telescopio spaziale Hubble, ad esempio, è dotato di una coppia di pannelli solari della superficie totale di circa 290 m², capaci di fornire una potenza di 5500 watt; nei satelliti del Global Positioning System, più piccoli, la superficie dei pannelli solari è di circa 4,6 m² e la potenza fornita di 700 watt. In genere i pannelli sono ripiegati durante il lancio e vengono dispiegati soltanto una volta raggiunta l’orbita definitiva.
Per raccogliere efficientemente l’energia solare necessaria al proprio funzionamento e per inviare a Terra i dati attraverso le antenne, un satellite deve mantenere un’orientazione ben determinata rispetto al Sole e alla Terra. A tale scopo è dotato di una serie di dispositivi, quali piccoli motori, ruote giroscopiche e magneti, che mantengono l’inclinazione ideale; i magneti, in particolare, conservano la posizione del satellite interagendo con il campo magnetico terrestre. Altri accessori prevengono l’usura dovuta al calore sviluppato per attrito con gli strati alti dell’atmosfera e i danni dovuti alle radiazioni ionizzanti e all’impatto di micrometeoriti.