| Apache | Articolo | ||||
| Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File. | |||||
| 3. | La colonizzazione |
Nel XVI secolo le incursioni spagnole verso Nord turbarono i tradizionali legami di scambio degli apache con i popoli vicini. Nel 1598, quando iniziò la colonizzazione spagnola del New Mexico, molti gruppi di apache furono costretti ad abbandonare le terre ancestrali; privati dei pascoli, si dedicarono ad attività predatorie nei confronti dei popoli sedentari e dei coloni.
Dopo l'acquisizione del New Mexico da parte degli Stati Uniti (1848) il conflitto con i coloni si fece sempre più aspro. Contro la politica statunitense, volta a risolvere il problema indiano cancellando la presenza indigena nel paese, furono condotte guerre cruente, che terminarono con la sconfitta dei nativi e il loro trasferimento nelle riserve. Gli ultimi apache ad arrendersi furono i chiricahua – che continuarono le incursioni fino al 1872, quando si ritirarono in una riserva in Arizona in seguito alla firma di un trattato tra le autorità americane e il loro capo Cochise – e la tribù del leggendario Geronimo, costretta nel 1886 a trasferirsi in una riserva in Florida.
Nel corso del XX secolo il numero degli apache è progressivamente diminuito. Rinchiusi nelle riserve, gli apache hanno condotto un’esistenza segnata dall’emarginazione e dalla povertà. Negli anni Novanta negli Stati Uniti vivevano ancora circa 50.000 apache.