| Trova nell'articolo | Lorrain, Claude | Articolo |
Lorrain, Claude Pseudonimo di Claude Gellée (Chamagne, Toul 1600 - Roma 1682), pittore francese. Fu, accanto a Nicolas Poussin, uno dei grandi paesaggisti classici del Seicento. Questa scuola pittorica rappresenta una natura armoniosa, serena e spesso maestosa; pur ispirandosi a fonti greche, romane e bibliche per i soggetti, amò ritrarre le figure umane in abiti pastorali o antichi. Con Lorrain, la raffigurazione idealizzata del paesaggio venne arricchita di sapienti effetti di luce, che risulta ricca di contrasti nelle opere giovanili, e più dorata e stemperata in quelle più tarde.
Lorrain si trasferì a Roma prima dei vent'anni e qui trascorse quasi tutta la vita. Suo principale maestro fu il pittore Agostino Tassi, da cui apprese le prime nozioni della prospettiva e del paesaggio, anche marino. Inoltre fu influenzato dal pittore tedesco Adam Elsheimer, di cui perfezionò la resa luministica, da Annibale Carracci e da Domenichino.
Intorno al 1635, quando presero a circolare falsi delle sue opere, Lorrain cominciò a compilare il Liber Veritatis ('Libro della verità', British Museum, Londra). Questo inventario, che raccoglie notizie e disegni di quasi tutti i suoi quadri, costituisce un utilissimo strumento per conoscere la sua evoluzione artistica, che può essere divisa in tre fasi principali. Nel primo periodo ai paesaggi, che mostrano talvolta effetti di luce sperimentali, si affiancano scene di porti di mare con navi all'ancora e palazzi. Il sole all'orizzonte, come si vede in Scena portuale (1634, Ermitage, San Pietroburgo), è un elemento che l'artista sfruttò spesso per conferire alla composizione il senso della profondità. La seconda fase, iniziata dopo il 1640, comprende opere più pacate, immerse in una luce più morbida e uniforme, come Paesaggio: le nozze di Isacco e Rebecca (1648, National Gallery, Londra). Nel terzo periodo, che abbraccia gli anni Sessanta, Lorrain tornò all'uso degli accentuati effetti di luce e lo stile assunse un carattere più visionario e simbolico, con toni freddi e argentei. L'arte di Lorrain influenzò i paesaggisti olandesi, francesi e inglesi di metà Ottocento, in particolare J.M.W. Turner.