Delhi
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Delhi
3. Storia

Fondata nel 1193 dai musulmani su un sito indù occupato fin dal I secolo a.C., sotto Qutb ad-din Aibek divenne la capitale di un impero musulmano indiano (il Sultanato di Delhi). Distrutta alla fine del XIV secolo dal mongolo Tamerlano, Delhi decadde, ma nel 1526 il re turco Babur, fondatore della dinastia Moghul in India, le restituì il ruolo di capitale; suo figlio Humayun ingrandì e abbellì la città, che fu conquistata e distrutta nel 1540 dall’invasore afghano Sher Shah. Akbar, figlio di Humayun, la riconquistò, ma trasferì la capitale dell’impero ad Agra, lasciando che Delhi decadesse.

Verso la metà del XVII secolo Delhi fu nuovamente ricostruita dall’imperatore Moghul Shah Jahan, nipote di Akbar, il quale le conferì la sua attuale fisionomia e la elesse capitale dell’impero. Nel 1739 fu conquistata e saccheggiata dei suoi tesori (tra cui il famoso Trono del Pavone) dal re persiano Nadir Shah. Nel 1771 passò sotto il controllo dei Maratha, che rimasero al potere fino all’arrivo degli inglesi, nel 1803. Delhi fu la capitale dell’impero britannico delle Indie dal 1912 al 1931. Gli inglesi intrapresero la costruzione di New Delhi a sud dell’antica città e ne fecero la nuova capitale. Dopo l’indipendenza dell’India dalla Gran Bretagna (1947), la città conobbe un rapido sviluppo urbanistico e demografico.

Abitanti: 12.791.458 (2001).