Alcolismo
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Alcolismo
3. Terapia

Le cliniche e i reparti ospedalieri specializzati nella cura dell'alcolismo sono in crescita costante, in seguito anche all'aumento del numero di alcolisti disposti a considerare il proprio problema al pari di una qualunque malattia grave e, dunque, a curarsi; le diagnosi avvengono così più precocemente di un tempo, e questo consente di ottenere un maggiore successo delle terapie e tassi di guarigione più elevati.

Le terapie convenzionali dell'alcolismo contemplano diversi tipi d'intervento, volti in parte a eliminare i problemi acuti dell'etilismo, come le crisi d'astinenza, in parte a curare l'aspetto psicologico della dipendenza attraverso una serie di colloqui individuali e di gruppo (vedi Psicoterapia). L'obiettivo finale della maggior parte delle terapie è la totale astinenza dalle bevande alcoliche, anche se, secondo alcune teorie molto controverse, è possibile un ritorno controllato all'alcol.

Tra i farmaci che possono facilitare la guarigione dall'alcolismo vi sono alcuni psicofarmaci. Può essere utile l'impiego dell'antabuse, un preparato che produce un forte disgusto per l'ingestione di alcolici, ma risulta in molti casi pericoloso. Gli etilisti che decidono di smettere di bere spesso si rivolgono all'associazione denominata Alcolisti Anonimi, un gruppo di sostegno psicologico e morale che, tuttavia, non fornisce trattamenti di tipo clinico.

Nonostante i molti progressi compiuti dalle terapie contro l'alcolismo, le stime del numero di decessi legati a questo tipo di abuso restano comunque elevate. In questo senso il Progetto europeo di azione contro l'alcolismo, promosso dall' Organizzazione mondiale della sanità (OMS), si è proposto di ridurre del 25% il consumo di alcolici nella popolazione fra il 1980 e il 2000, con un particolare impegno per quanto riguarda i paesi dell'ex URSS. Vedi anche Salute mentale; Coscienza (psicologia).