| Trova nell'articolo | Osservatorio | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Osservatorio Centro per osservazioni astronomiche che normalmente ospita uno o più telescopi; il termine si usa anche per designare edifici utilizzati per lo studio di fenomeni magnetici o meteorologici.
| 2. | Cenni storici |
I primi osservatori astronomici di cui si ha notizia furono costruiti dai cinesi e dai babilonesi intorno al 2300 a.C. ed erano probabilmente poco più che alte piattaforme con un’ampia vista verso il cielo. Il complesso monumentale di Stonehenge, nell’Inghilterra meridionale, datato intorno al 2200 a.C., sembra fosse un punto di osservazione astronomica. Nel 300 a.C. circa, ad Alessandria, in Egitto, fu realizzato il più famoso osservatorio del mondo antico: era fornito di strumenti, come l’astrolabio, per misurare con precisione la posizione di una stella o di un pianeta. Dopo l’inizio dell’era cristiana, gli arabi costruirono vari centri di osservazione del cielo a Damasco, Baghdad e Mokatta, vicino al Cairo.
Il primo osservatorio europeo fu costruito a Norimberga, in Germania, nel 1471. Nel 1576 Tycho Brahe costruì Uraniborg, un grande osservatorio fornito di strumenti per misurare la posizione dei corpi celesti, situato sull’isola di Ven, dove l’astronomo danese compì ricerche successivamente utilizzate da Giovanni Keplero per sviluppare la propria teoria sul sistema solare.
Dopo l’invenzione del telescopio, avvenuta nel 1609, sorsero numerosi centri destinati a studi astronomici; tra i più famosi vi furono l’Osservatorio nazionale francese a Parigi, fondato nel 1667, e l’English Royal Observatory di Greenwich, fondato nel 1675; entrambi sono ancora in attività. In Italia ricordiamo l’Osservatorio dell’Università di Padova (detto “la Specola”), istituito dalla Repubblica di Venezia nel 1761.
| 3. | Osservatori moderni |
Tutti gli osservatori sono collocati sulla cima di alte montagne, e comunque in zone poco edificate, per minimizzare il disturbo dovuto alla presenza delle luci artificiali e dell’atmosfera, che provoca la distorsione delle immagini degli oggetti celesti osservati. Ne sono esempi gli osservatori dell’ESO (European Southern Observatory), situati sul Cerro Paranal e su La Silla, in Cile; e l’Osservatorio Keck di Mauna Kea, posto sulla sommità di un vulcano nelle isole Hawaii.
Tra i principali osservatori contemporanei citiamo l’Osservatorio Lick dell’Università della California, situato sul monte Hamilton (nella Diablo Range, San José); l’Osservatorio di Mount Wilson (nei monti San Gabriel, California meridionale); l’Osservatorio di Mount Palomar (San Diego, California); l’Osservatorio Yerkes dell’Università di Chicago, situato a Williams Bay nel Wisconsin. Il maggiore osservatorio italiano è quello di Asiago (gestito dall’Istituto nazionale di astrofisica dell’Università di Padova), fondato nel 1942.
| 4. | Classificazione degli osservatori |
Gli osservatori astronomici sono di diverse categorie: quelli governativi si occupano generalmente di osservazioni continuative di stelle e pianeti per la compilazione di tavole nautiche e per la definizione del fuso orario; altri sono dedicati alla scoperta e allo studio di comete, asteroidi o stelle variabili. Esistono comunque molti osservatori riservati interamente ai problemi di astrofisica e tra questi alcuni sono dotati di apparecchiature per lo studio del Sole o per la ricerca nel campo della radioastronomia, cioè lo studio dell’emissione radio del Sole e degli altri oggetti celesti.
Persone appassionate costruiscono piccoli osservatori amatoriali, equipaggiati con telescopi e altri strumenti autocostruiti, coi quali integrano il lavoro degli osservatori professionali, compiendo osservazioni di stelle variabili, meteore e comete.
| 5. | Osservatori ad alta quota e orbitanti |
Allo scopo di eliminare il disturbo e le distorsioni dovute all’atmosfera terrestre e per eseguire osservazioni in precise bande spettrali, sono stati realizzati osservatori astronomici, provvisti di apparecchiature adeguate, a bordo di palloni, razzi o addirittura in orbita.
Il primo osservatorio spaziale, il satellite Cosmos 215, venne lanciato dall’Unione Sovietica nel marzo del 1968: era equipaggiato con otto telescopi per lo studio della radiazione ultravioletta e con uno per il rilevamento dei raggi X. Nel dicembre dello stesso anno gli Stati Uniti lanciarono il satellite OAO-2 dotato di spettrometri per lo studio della radiazione ultravioletta emessa dalle stelle giovani, dai pianeti e dalla materia interstellare.
All’inizio degli anni Settanta furono lanciati vari osservatori orbitanti: lo Skylab, dotato di un equipaggio di tre persone e fornito di sei telescopi per l’osservazione del Sole, rimase in orbita per un totale di 171 giorni tra il 1973 e il 1974. Negli anni Ottanta, dopo il successo di IRAS (Infrared Astronomy Satellite, satellite per l’astronomia nell’infrarosso), furono realizzati satelliti speciali operanti nei nuovi campi dell’astronomia nell’ultravioletto, nei raggi X e nei raggi gamma.
Il telescopio spaziale Hubble venne messo in orbita a 500 km sopra la Terra il 24 aprile 1990 con un telescopio riflettore di 2,44 m di diametro; poiché, per un errore di lavorazione dello specchio principale, non forniva le prestazioni previste, nel dicembre del 1993 venne inviato un equipaggio sullo space shuttle per ripararlo: la missione ebbe pieno successo.
Vedi anche Esplorazione dello spazio.