| Registrazione e riproduzione del suono | Articolo | ||||
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| 2. | Registrazione meccanica |
Messa a punto dall’inventore statunitense Thomas Alva Edison nel 1877, la tecnica di registrazione meccanica è oggi quasi del tutto superata. La pressione delle onde sonore aziona direttamente uno stilo o un fonoincisore che, vibrando in modo diverso a seconda dell’intensità del suono registrato, incide un solco irregolare e continuo sulla superficie di un apposito supporto (un disco di alluminio rivestito di un’apposita resina o, in origine, un supporto di forma cilindrica). I solchi della registrazione originale vengono poi riprodotti su dischi in vinile attraverso la compressione a caldo di strati sottili di resina vinilica su copie metalliche dette matrici.
Per riprodurre il suono si mette il disco di vinile su un giradischi in rotazione con velocità costante (nella maggior parte dei casi, 45 giri al minuto o 33 giri al minuto) e si appoggia la puntina del giradischi nel solco; quest’ultimo produce delle vibrazioni della puntina, che permettono la ricostruzione del suono originale.