Mitologia
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Mitologia
7. Mito e conoscenza

Le teorie per le quali il mito costituisce una forma e un veicolo di conoscenza sono antiche quanto l’interpretazione del mito stesso: tanto la cultura filosofica classica quanto la teologia cristiana affrontarono il tema. Nelle formulazioni del rapporto tra mito e conoscenza ricorrono due orientamenti principali: nel primo, il mito è esaminato dal punto di vista intellettuale; nel secondo, è studiato nel suo significato intuitivo e immaginativo, come una modalità percettiva distinguibile dal tipo di conoscenza razionale e logica, oppure come precorritore di questa nell’evoluzione del pensiero umano.

Uno dei padri dell’antropologia britannica, Edward Burnett Tylor, riteneva che il mito nelle culture arcaiche si fondasse su un’illusione psicologica e su una deduzione logica errata, ovvero su una confusione tra realtà soggettiva e oggettiva non priva tuttavia di valore morale. Il linguista francese Maurice Leenhardt spiegava il mito principalmente come l’espressione di un’esperienza comunitaria. Leenhardt, che trascorse gran parte della vita in Melanesia, osservò che gli indigeni reagivano passivamente alle realtà non umane del loro ambiente, che non cercavano di dominare dal punto di vista concettuale o tecnologico, ma alle cui forze cercavano di adattarsi armonicamente. Egli definì questo atteggiamento “cosmografico” e fece risalire i miti dei melanesiani alla loro “esperienza cosmografica” del mondo.

Dal canto suo, il filosofo e antropologo francese Lucien Lévy-Bruhl sviluppò la nozione di “mentalità prelogica”: egli riteneva che nelle culture arcaiche si avesse esperienza del mondo senza beneficiare di categorie logiche e che questa esperienza si acquisisse mediante la partecipazione mistica alla realtà espressa nei miti. Uno studio esauriente del mito inteso come modo di conoscenza, sia logico-razionale, sia intuitivo-immaginativo, si deve allo storico delle religioni romeno Mircea Eliade. Secondo la sua interpretazione, il mito disvela un’ontologia primitiva: esso esprime simbolicamente una conoscenza completa e coerente che conduce alla scoperta della propria natura. Anche per il filosofo francese Paul Ricoeur il mito, in quanto espresso in simboli, è indispensabile per un serio esame delle origini, dei processi e della complessità del pensiero umano.