Mitologia
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Mitologia
8. Mitologia e antropologia

La correlazione tra mito e società fu un problema speculativo rilevante a partire dalla pubblicazione della Scienza nuova (1744) di Giambattista Vico, in cui venne esposta una teoria sullo sviluppo del mito e della religione in Grecia, dalla divinizzazione della natura alla totale umanizzazione degli dei, così come vengono rappresentati da Omero.

Il sociologo francese Emile Durkheim, esaminando il rapporto tra mito e società, si basò su dati delle culture aborigene australiane. Egli affermò che i miti nascono come autorappresentazione sociale dell’umanità e del mondo e che sono elementi di un sistema morale, di una cosmologia e di una storia: essi sostengono e rinnovano le credenze morali e rafforzano la natura sociale degli uomini. Bronislaw Malinowski perfezionò questa concezione antropologica. Per Malinowski nelle società arcaiche e tribali il mito svolge una funzione indispensabile esprimendo, rafforzando e codificando le credenze: esso salvaguarda e rafforza la moralità e contiene regole pratiche che in queste culture fungono da guida per gli individui.

Tra gli antropologi è ormai universale l’accettazione del significato sociologico del mito. Ciò non implica, tuttavia, che il mito venga considerato come una funzione della società umana. Mito e società coesistono; l’ordine sociopolitico può essere considerato un riflesso imperfetto dell’ordine cosmico e sociale presente nei miti, che ne forniscono una legittimazione.

L’antropologo inglese James Frazer suggerì per primo la relazione tra mito e rituale; la sua teoria venne ampliata per spiegare il significato del mito nelle società culturalmente evolute. Il francese Georges Dumézil, che condusse ricerche approfondite sulla mitologia indoeuropea comparandone le tracce persistenti in varie culture, rinvenne in tutte le forme mitologiche indoeuropee una triplice struttura riconducibile alla struttura triadica della società, con una classe di sacerdoti o governanti a capo della gerarchia, i guerrieri al centro e i contadini, i pastori e gli artigiani alla base. Le interrelazioni e gli antagonismi e i conflitti tra queste classi, che sono connesse a divinità cosmiche, secondo Dumézil furono drammatizzate per mezzo della forma narrativa dell’epica.