Mitologia
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Mitologia
9. Psicologia e mitografia

Nel mito gli psicologi trovarono materia per delineare la struttura, l’ordine e le dinamiche sia della vita psichica dei singoli sia dell’inconscio collettivo della società. Sigmund Freud utilizzò i temi delle antiche strutture mitologiche per esemplificare i conflitti e le dinamiche dell’inconscio, elaborando la nozione di complesso di Edipo. Carl Gustav Jung, nelle sue interpretazioni psicologiche del vasto insieme di miti raccolti nelle culture di tutto il mondo, trovò sostegno alla teoria dell’esistenza di un inconscio collettivo condiviso da tutti i popoli e sviluppò una teoria degli archetipi – strutture di forte impatto, al tempo stesso idee ed emozioni – che trovano espressione in campo artistico e religioso. Sia Jung sia Freud concepivano i sogni come espressioni della struttura e della dinamica della vita dell’inconscio. Rilevavano infatti come il sogno, in molte sue caratteristiche, somigli al racconto mitico proprio di culture nelle quali quest’ultimo esprime ancora la totalità della vita.

Uno studio completo dei miti dal punto di vista della psicologia del profondo venne effettuato dallo studioso americano Joseph Campbell che, nel saggio Le maschere di Dio (4 voll., 1959-1967), unì concetti di matrice junghiana a teorie della diffusione storica e all’analisi linguistica formulando, dal punto di vista delle dinamiche rintracciabili nelle forme mitiche di espressione, una teoria generale su origini, sviluppo e unitarietà di tutte le culture umane.