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Clorofluorocarburi

Clorofluorocarburi o CFC Composti chimici sintetici costituiti da idrocarburi nei quali tutti gli atomi di idrogeno sono sostituiti da atomi di cloro o di fluoro. Sintetizzati per la prima vota negli anni Trenta del XX secolo, fino a non molto tempo fa venivano utilizzati come propellenti nelle bombole spray, come refrigeranti nei sistemi frigoriferi, come solventi e come agenti schiumogeni nella produzione di imballaggi.

I CFC sono sostanze inerti, e quindi atossiche. Proprio a causa della loro inerzia chimica, tuttavia, si diffondono intatti in atmosfera raggiungendone gli strati più alti. Nella stratosfera, la radiazione solare che li colpisce innesca reazioni fotochimiche che coinvolgono l’ozono, riducendo la concentrazione in atmosfera di questo importante composto. La relazione tra clorofluorocarburi e assottigliamento dello strato di ozono fu rilevata negli anni Settanta del Novecento da Mario Molina e Sherwood Rowland; la scoperta diede origine a ricerche scientifiche e iniziative internazionali finalizzate a ridurre l’uso dei CFC e la loro concentrazione atmosferica. Oggi sembra che le misure adottate nel protocollo di Montréal, ratificato nel 1987, stiano dando i loro frutti: i satelliti della NASA, infatti, hanno rilevato che il processo di assottigliamento dello strato di ozono ha subito da allora un sensibile rallentamento.