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Ritardo mentale Capacità intellettiva inferiore alla media della popolazione, che si manifesta già nei primi mesi dopo la nascita o durante l'infanzia, con difficoltà di concentrazione e di apprendimento. Il ritardo mentale viene indicato da un valore di quoziente d'intelligenza, o QI, inferiore a 69. Secondo la scala Hamburg-Wechsler, esistono quattro livelli di ritardo mentale: lieve (QI 69-55), moderato (QI 54-40), grave (QI 39-25) e molto grave (QI inferiore a 20).
I soggetti con ritardo mentale lieve rappresentano all'incirca il 75% degli individui affetti. Fino a quando essi non iniziano gli studi scolastici, la loro condizione non risulta distinguibile da quella dei bambini sani. In genere si tratta di soggetti in grado di arrivare a un certo livello di apprendimento, sebbene a una velocità inferiore rispetto agli altri bambini; in età adulta, tali soggetti sono praticamente autosufficienti. Nella maggior parte dei casi, essi non presentano segni manifesti di malattia, nonostante tra loro vi possa essere un'incidenza di epilessia superiore alla media.
I soggetti affetti da un livello medio di ritardo mentale, che rappresentano circa il 20% delle persone affette da queste forme, in genere hanno uno sviluppo e un apprendimento molto lenti e, da adulti, possono svolgere alcuni tipi di lavoro ma, per molti aspetti, non sono in grado di condurre una vita indipendente.
I soggetti con ritardo mentale grave possiedono ridotte capacità di esprimersi e di comunicare, e possono presentare disturbi comportamentali.
I soggetti con ritardo mentale molto grave possiedono anch'essi ridotte capacità di espressione e, inoltre, possono manifestare disturbi motori e malformazioni; essi richiedono assistenza continua.
Tra le possibili cause di ritardo mentale sono stati individuati molti fattori diversi: malattie della madre o complicazioni insorte durante la gravidanza, come la rosolia; lesioni cerebrali dovute a malattie, intossicazioni di varia natura o traumi; disfunzioni del metabolismo, causate ad esempio da malattie genetiche come la fenilchetonuria (PKU) e la sindrome di Tay-Sachs; nascita prematura; malattie congenite, quale ad esempio la sindrome di Down; stati di forte malnutrizione; una insufficiente quantità di stimoli ambientali (come suoni, luci, colori, relazioni con altri individui).
Alcuni tipi di ritardo mentale, ad esempio quello causato dalla fenilchetonuria, possono essere trattati prima che si verifichino danni al cervello, sottoponendo l'individuo a una dieta speciale. Nella maggior parte degli altri casi non esistono cure risolutive, anche se adeguati interventi di sostegno possono aiutare gli individui ritardati a sviluppare al massimo le proprie potenzialità e a inserirsi nella società. Un ruolo particolarmente importante può essere svolto da un approccio comportamentale particolare, svolto fin dalla prima infanzia.