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| 5. | Caratteri adattativi e diversità |
La struttura corporea comune a tutti gli uccelli presenta numerose variazioni specifiche, caratteri adattativi acquisiti dalle diverse specie nel corso dell’evoluzione, per adeguarsi a differenti condizioni di vita. Tra le caratteristiche variabili vi sono le dimensioni, comprese tra quelle del colibrì (circa 5 cm) e quelle dello struzzo (2,5 m di altezza). Quest’ultimo, che ha perso la capacità di volare, ha acquisito buone capacità di corsa, grazie allo sviluppo di zampe potenti.
Tra gli uccelli acquatici, i pinguini sono quelli che presentano gli adattamenti più vistosi: l’intera anatomia dell’ala si è trasformata in una pinna rigida, simile a un remo, analoga a quella di un delfino; il piumaggio, corto e fitto, è impermeabile; la cute, infine, riveste uno spesso strato di grasso, che contribuisce a isolare termicamente il corpo dell’animale. La maggior parte degli altri uccelli acquatici, ad esempio le strolaghe, gli svassi, i cormorani e le anatre, sono invece dotati di zampe palmate.
Anche i picchi presentano interessanti caratteri adattativi: le loro zampe, diversamente da quelle degli altri uccelli, presentano due dita rivolte in avanti e due all’indietro, in modo da permettere una salda presa sui tronchi degli alberi; il becco, lungo e resistente, è adatto a battere per scavare cavità in cui nidificare e per stanare gli insetti. Infine, allo scopo di assorbire i traumi meccanici che derivano dal continuo picchiettio, questi uccelli hanno sviluppato una calotta cranica particolarmente spessa e resistente.