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Morbillo Malattia febbrile acuta, altamente contagiosa, causata da un virus filtrabile appartenente al gruppo dei Myxovirus. L'incubazione è di circa 10-12 giorni dal contagio; le prime manifestazioni comprendono febbre, starnuti e rinite e sono spesso seguite da tosse e da irritazione a livello degli occhi. Quattro giorni dopo compare l'eruzione cutanea, o esantema, caratterizzata da piccole macchie rosse prima sul volto e sul collo, poi anche a livello del tronco e degli arti. In 4-5 giorni l'eruzione cutanea e la febbre diminuiscono e le zone cutanee interessate dall'esantema possono dare luogo a desquamazione.
Il morbillo è una delle più comuni malattie infantili e dal 1963 esiste un vaccino specifico contro di esso. Molto raramente il morbillo risulta fatale; esso, tuttavia, può causare complicazioni quali ingrossamento delle ghiandole linfatiche, otite ed encefalite.
Per il morbillo non esiste alcuna terapia specifica: i pazienti vengono tenuti isolati dagli altri individui non immuni e vengono curati con un periodo di riposo a letto, una dieta leggera, ingestione di molti liquidi, medicinali per abbassare la febbre e per calmare la tosse. Al morbillo segue in genere un'immunità permanente e dunque la malattia non ricompare; le donne gravide attraverso la placenta passano gli anticorpi al nascituro, che pertanto nei primi 6 mesi di vita è immune al morbillo.