Letteratura francese
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Letteratura francese
3. Il Rinascimento

Nel XVI secolo la letteratura francese subì l’influenza determinante del Rinascimento italiano: la poesia di Petrarca e la cultura classica, in particolare la filosofia platonica (vedi Neoplatonismo), furono accolte con entusiasmo e incontrarono il favore della corte di Margherita di Navarra. Tra i primi poeti del Rinascimento francese si distinse Maurice Scève, le cui opere riflettono il carattere intellettuale della poesia rinascimentale, dominata da un formalismo espressivo, molto diverso dall’intensità emotiva caratteristica della poesia di Villon e dei poeti confluiti più tardi nel gruppo della Pléiade.

Il Rinascimento raggiunse il vertice espressivo con i poeti della generazione successiva: sette autori che, al seguito di Pierre de Ronsard, formarono il gruppo della Pléiade, inaugurando una nuova epoca letteraria. Le sue odi e i sonetti, molto imitati, l’opera Amours de Cassandre (Amori di Cassandra, 1552) e il poema epico incompiuto La Franciade (1572) fecero di Ronsard il maggiore poeta del secolo. Conformemente alle teorie poetiche di Joachim du Bellay, il secondo per importanza tra i poeti della Pléiade, Ronsard era convinto della necessità di imitare i classici e, con la sua poesia dalle forme metriche perfette, contribuì all’avvento del classicismo.

Le teorie rinascimentali e le nuove concezioni umanistiche si imposero con l’opera di François Rabelais. Nel suo monumentale Gargantua e Pantagruel, epopea comica in cinque libri (1532-1564), Rabelais intendeva esprimere gli ideali di libertà e l’apertura intellettuale in cui l’umanesimo si riconosceva. Pantagruele divenne il portavoce di un ideale di vita basato sulla necessità di un’ampia visione morale che consentisse di vivere una vita sana secondo natura, in nome di una razionale accettazione della realtà. Rabelais sosteneva un realismo che, in germe, era già presente nell’allegoria medievale del Roman de la Rose e che sarebbe stato riproposto nel XVII secolo dal teatro di Molière. Considerato uno dei maggiori scrittori francesi, Rabelais è celebre per la sua vitalità, per la sua capacità inventiva e per la sua illimitata fiducia nelle capacità dell’uomo.

Uno dei maggiori esponenti dell’umanesimo francese fu Michel de Montaigne, autore dei celebri Saggi (pubblicati la prima volta nel 1580 e, in versione riveduta e ampliata, nel 1588), opera scritta in forma autobiografica, in cui espresse le sue convinzioni filosofiche. Fu fautore di un moderato ma universale scetticismo, come mezzo con cui difendersi da frustrazioni e disillusioni e raggiungere la felicità. Nell’elaborazione del suo sistema pedagogico sottolineò l’importanza dell’apertura intellettuale e della ricerca contro ogni forma di passiva acquisizione della conoscenza. In ambito politico e religioso, Montaigne fu un conservatore alla ricerca del benessere collettivo e personale. I Saggi sono, nel complesso, una rappresentazione del primo modello di honnête homme, l’uomo colto, equilibrato e padrone di sé del XVII secolo. Vedi anche Saggio.