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Tungsteno o Wolframio Elemento metallico di simbolo W e numero atomico 74. Appartiene agli elementi di transizione della tavola periodica ed è l'elemento con il più alto punto di fusione. Il simbolo W deriva dal nome wolframio, usato equivalentemente in alternativa a tungsteno.
Scoperto nel 1781 dal chimico svedese Carl Wilhelm Scheele, il tungsteno ha colore argenteo ed è duttile, ma si ottiene in genere nella sua forma grezza, di colore grigio, dura e fragile. È insolubile in acqua e in alcol, leggermente solubile in ammoniaca e acido nitrico, e si scioglie perfettamente in idrossido di potassio concentrato e caldo. Fonde a 3410 °C, bolle a circa 5927 °C, ha densità relativa 19,5 e peso atomico 183,84.
Il tungsteno non si trova in natura allo stato elementare, ma sempre combinato con altri metalli, in particolare nei minerali scheelite e wolframite, che ne sono fonti importanti. I giacimenti in Corea del Sud, Portogallo, Austria e Australia forniscono più della metà del fabbisogno mondiale.
Durante il processo di estrazione, i minerali vengono fusi con carbonato di sodio per ottenere wolframato di sodio, un composto di formula Na2WO4, che viene trattato con acqua calda e acido cloridrico. L'acido wolframico, H2WO4, che risulta da questa reazione, viene lavato e seccato fino a ottenere l'ossido WO3, poi ridotto con idrogeno, in una fornace elettrica. La polvere prodotta viene scaldata in stampi in atmosfera di idrogeno, e forgiata in barre che vengono pressate ad alta temperatura e rese compatte e duttili.
Il tungsteno viene principalmente usato nei filamenti delle lampade a incandescenza, nei cavi dei forni elettrici e per la produzione di leghe durissime, in particolare con il ferro. Trova impiego anche nella produzione di candele per motori, di contatti elettrici, e come bersaglio per i tubi a raggi X.