Scheletro
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Scheletro
3. Endoscheletro

Lo scheletro interno, o endoscheletro, è formato da tessuti viventi, come il tessuto osseo o il tessuto cartilagineo, oppure da sostanze minerali secrete dall’organismo. Un particolare tipo di endoscheletro è il dermascheletro degli echinodermi, localizzato nel derma e formato da strutture allungate (ossicoli) di carbonato di calcio, che possono prolungarsi verso la superficie epidermica in vere e proprie spine. Un altro endoscheletro è quello delle spugne che, nello strato intermedio (mesoglea) della loro parete, possiedono spicole di carbonato di calcio o di silice, la cui forma e disposizione rivestono un’importanza nella classificazione tassonomica. L’endoscheletro dei vertebrati è formato da ossa e cartilagine, connesse le une alle altre mediante articolazioni e legamenti connettivali. Dal punto di vista evolutivo, lo scheletro osseo dei vertebrati deriva dalla notocorda, o corda dorsale, presente nei cordati primitivi (come l’anfiosso); una forma di scheletro evolutivamente antica è lo scheletro cartilagineo dei condroitti, che compare anche nello sviluppo embrionale di molti vertebrati.

Lo scheletro dei vertebrati è composto di due sezioni principali: lo scheletro assile, comprendente le strutture disposte sull'asse principale del corpo (cranio, colonna vertebrale e cassa toracica) e lo scheletro appendicolare (ossa degli arti, cingolo pelvico e cingolo pettorale), formato dalle strutture che si articolano sullo scheletro assile. Lo sviluppo dello scheletro prende il nome di ossificazione e ha inizio nel corso dello sviluppo embrionale, a partire da un tessuto di cellule indifferenziate detto mesenchima.