| Trova nell'articolo | Po | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Po Fiume dell’Italia settentrionale, tributario del mare Adriatico. Scorre in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna ed è il più grande e importante fiume del paese; forma la più estesa pianura alluvionale italiana, la Pianura Padana, che deriva il suo nome da quello del Po (Padus in latino).
| 2. | Descrizione fisica |
Il Po ha una lunghezza di 652 km e un bacino idrografico di 74.970 km², pari a quasi un quarto dell’intera superficie territoriale italiana; la portata media è di 1.550 m³ al secondo, con una massima di 9.000 m³ e una minima di 275 m³; ha 141 affluenti. Il regime risente delle variazioni dei regimi degli affluenti di sinistra (alpini) e di destra (appenninici); la portata ha due minimi, in inverno e in estate, e due massimi, in primavera e in autunno: in queste stagioni, nonostante le arginature del suo corso medio e basso, dove il letto del Po è pensile (cioè situato al di sopra del territorio circostante), si possono verificare alluvioni anche disastrose. Le più gravi del XX secolo si sono verificate nel 1926 e nel 1951. La larghezza massima, nei periodi di piena, raggiunge i 4 km.
Il Po ha origine da varie sorgenti delle Alpi Cozie, la principale delle quali sgorga a 2.020 m dal Pian del Re, sul Monviso, in Piemonte; ha un andamento generale verso est. A 90 km dalla sorgente bagna Torino, dove è arricchito da un affluente di sinistra ricco d’acqua, la Dora Riparia; riceve poco dopo, sempre da sinistra, la Dora Baltea, che gli apporta le acque della Valle d’Aosta. Borda il Monferrato, scorrendo poi in piena Pianura Padana, ai margini della Lomellina. È raggiunto da sinistra dal Sesia, da destra dal Tanaro, che sviluppa il suo bacino nel Monferrato e nelle Langhe, ed è il massimo tributario appenninico.
A Pavia riceve il Ticino, e subito dopo lo raggiungono l’Adda (nel tratto tra Piacenza e Cremona) e l’Oglio: sono questi i tre principali affluenti alpini, le cui acque hanno una colorazione che contrasta con quella del Po, in quanto “ripulita” dai laghi (Lago Maggiore, lago di Como e lago d’Iseo) che fanno parte dei loro bacini.
Nel corso medio-basso vi confluiscono ancora un importante fiume alpino, il Mincio, alimentato dal lago di Garda, e, da destra, una serie di fiumi appenninici, il Taro, il Secchia e il Panaro. Attraversa il Polesine, quindi inizia il suo vasto delta (circa 400 km²), formato da cinque principali rami: Po di Maistra o Maestra, Po della Pila, Po delle Tolle, Po di Gnocca, Po di Goro, che progressivamente avanza nel mare Adriatico, poco a sud della laguna di Venezia. In età romana il delta del Po era appena abbozzato, come indicano le tracce dell’antico litorale; la sua formazione è quindi relativamente recente, legata in parte anche ai vasti diboscamenti del bacino interno.
| 3. | Importanza storico-economica |
Per ampi tratti il Po è canalizzato e il suo corso, tutto a meandri, è stato in più punti rettificato. È navigabile per 480 km, dalla confluenza con il Ticino sino al mare (i principali porti sono Piacenza, Cremona, Pontelagoscuro, in provincia di Ferrara), ma sino a oggi è stato scarsamente utilizzato come via d’acqua; vi si fanno trasporti soprattutto di container e di prodotti agricoli (perlopiù granaglie). Alimenta, inoltre, diversi canali, tra cui il canale Cavour, in Piemonte. Le acque del Po vengono ampiamente utilizzate per il raffreddamento di centrali elettriche (tra le quali spicca quella di Porto Tolle, nel Rovigotto, che fornisce il 5% dell’energia elettrica nazionale) e per l’irrigazione. Nel suo bacino vive una popolazione di oltre 15.000.000 di abitanti.
Il Po è un elemento importante della geografia italiana e significativamente è entrato più volte nella letteratura (si ricorda l’epopea del Mulino del Po, di Riccardo Bacchelli), nella pittura, nel cinema. Il culto del Po è particolarmente sentito nel Mantovano e nel Polesine, dove esso ha la maestà propria dei grandi fiumi.