| Apparato circolatorio (anatomia comparata) | Articolo | ||||
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| 4. | Apparati circolatori chiusi |
Apparati circolatori chiusi si trovano nei nemertini, negli anellidi e nei vertebrati. La condizione più semplice è quella dei nemertini, in cui vi sono vasi longitudinali che decorrono lungo il corpo e si collegano tra loro mediante vasi disposti trasversalmente. Gli anellidi sono dotati di un vaso longitudinale ventrale, in cui il sangue scorre in direzione antero-posteriore, e di un vaso dorsale in cui la circolazione è postero-anteriore; vasi trasversali collegano i due vasi longitudinali, e svolgono la funzione di cuore, avendo capacità contrattile. Nei vertebrati compare un cuore vero e proprio, e la distinzione di vene e arterie, a seconda che i vasi conducano il sangue in direzione centripeta o centrifuga rispetto all’organo contrattile; vi è anche una maggiore complessità della circolazione sanguigna, che si divide in circolazione branchiale, o polmonare, deputata a mediare gli scambi respiratori, e circolazione corporea, che si occupa del trasporto delle sostanze nutritive e di scarto.
| 1. | Evoluzione dell’apparato circolatorio nei vertebrati |
L’apparato circolatorio delle diverse classi dei vertebrati deriva da un modello primitivo simile a quello osservabile nell’anfiosso. Il cuore si trova nella regione pettorale, in posizione ventrale. Da esso fuoriesce un vaso, l’aorta ventrale che conduce il sangue in direzione cefalica. Verso il capo, questo vaso si divide in due carotidi e irrora tutti gli organi cefalici. A livello della regione branchiale, dall’aorta ventrale si diramano gli archi aortici che si riuniscono dorsalmente alle branchie in un unico vaso (aorta dorsale). L’aorta dorsale decorre lungo tutto il corpo e porta il sangue dalla regione cefalica a quella caudale; da essa si diramano vasi arteriosi che irrorano gli organi addominali e uro-genitali. Un corrispondente sistema di vene raccoglie il sangue refluo dai diversi organi e lo conduce al cuore.
Il cuore suddiviso in quattro cavità, come quello dei mammiferi e dell’uomo si è evoluto a partire da un semplice vaso cilindrico contrattile, analogo a quello dell’anfiosso. Questo vaso si è dotato di pareti muscolari più robuste e, suddividendosi in quattro cavità (la più anteriore delle quali è il cono arterioso, seguito da atrio, ventricolo e seno venoso), si è contemporaneamente ripiegato a S, come si riscontra nei pesci. Il processo evolutivo ha quindi determinato la formazione di due atri e di un unico ventricolo, condizione tipica degli anfibi; la progressiva forma conica del cuore, e una parziale suddivisione anche del ventricolo in due camere (rettili); infine, la suddivisione del cuore in quattro cavità, con due atri e due ventricoli (uccelli e mammiferi).