| Ur | Articolo | ||||
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| 3. | Gli scavi archeologici |
Le rovine di Ur furono parzialmente riportate alla luce a partire dal 1922 da una missione archeologica britannica diretta da Charles Leonard Woolley; le ricerche continuarono poi fino al 1934 sotto il patrocinio del British Museum e del museo dell’Università della Pennsylvania. Oltre alla ziggurat, gli scavi hanno riportato alla luce l’intera area dei templi e parte dei quartieri residenziali e commerciali della città. La scoperta più spettacolare fu la necropoli reale, che risale al 2600 ca. a.C. e contiene tesori d’arte in oro, argento, bronzo e pietre preziose; i reperti testimoniano che, molto probabilmente, la morte del re e della regina era seguita dal suicidio di cortigiani, domestici, guardie e musici di corte.
All’interno della città sono state scoperte migliaia di tavolette d’argilla coperte da scrittura cuneiforme, recanti documenti amministrativi e letterari, e databili dal 2700 ca. al IV secolo a.C. I livelli più profondi degli scavi rivelano tracce di un’inondazione, da alcuni identificata con il diluvio del mito sumerico, babilonese ed ebraico. Le prove scientifiche, comunque, mostrano che si trattò semplicemente di un’inondazione locale.