| Trova nell'articolo | Costellazione | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Costellazione Ciascuno degli 88 raggruppamenti di stelle nei quali è tradizionalmente suddivisa la sfera celeste. Si tratta di raggruppamenti ideali, a cui in genere non corrisponde un legame di tipo fisico: nella maggior parte dei casi, infatti, le stelle che compongono una costellazione appaiono vicine solo in virtù della particolare prospettiva da cui vengono osservate (dalla Terra), ma in realtà si trovano anche molto distanti le une dalle altre.
In passato, in alternativa al termine “costellazione” si utilizzava il meno comune “asterismo”; oggi con asterismo si indica più specificamente un raggruppamento di stelle all’interno di una costellazione propriamente detta. Ad esempio, può essere considerato un asterismo il gruppetto delle Iadi all’interno della costellazione del Toro.
| 2. | Origine delle costellazioni |
Circa metà delle costellazioni a noi note ci è stata tramandata dai greci, i quali a loro volta le avevano ereditate dai babilonesi. I loro nomi, infatti, sono associati a figure religiose o mitologiche, oppure ad animali o oggetti dell’antichità; le raffigurazioni più antiche delle costellazioni che conosciamo si trovano su sigilli, vasi e tavole da gioco sumeriche risalenti al IV millennio a.C. La costellazione dell’Acquario, ad esempio, fu probabilmente così chiamata dai sumeri in onore del dio An che versa le acque dell’immortalità sulla Terra. Lo zodiaco venne poi suddiviso in 12 segni dai babilonesi nel II millennio a.C.
Molti riferimenti alle costellazioni si trovano già in Omero e in Esiodo; un primo elenco ci è fornito dal poeta greco Arato di Soli che, nei suoi Phaenomena, diede una descrizione in versi di 44 costellazioni; l’astronomo e matematico Tolomeo, nel suo Almagesto, enumerò poi 48 costellazioni, 47 delle quali sono note ancora oggi con gli stessi nomi.
Nel passato molti altri popoli raggrupparono le stelle in costellazioni, benché queste normalmente non corrispondano a quelle della tradizione occidentale; un esempio ci è fornito dallo zodiaco cinese.
Alla fine del XVI secolo il navigatore olandese Pieter Dirckz Keyser e, successivamente, l’astronomo tedesco Johann Bayer, che pubblicò nel 1603 il primo atlante celeste completo del mondo occidentale (l’Uranometria), introdussero nuove costellazioni; Johannes Hevelius e Nicolas-Louis de Lacaille operarono poi diverse revisioni della rappresentazione del cielo australe. Nel 1925 e nel 1928 l’Unione astronomica internazionale fissò in modo definitivo il numero (88), le denominazioni e i confini delle costellazioni.
| 3. | Nomenclatura |
Seguendo il criterio indicato da Bayer, per designare circa 1300 stelle brillanti si usa la forma genitiva latina del nome della costellazione preceduta da una lettera greca; la famosa stella Algol, nella costellazione di Perseo, ad esempio, è chiamata Beta Persei.