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Associazionismo

Associazionismo In psicologia, teoria secondo la quale la mente apprende tramite combinazione (associazione mentale) di elementi semplici e irriducibili. L'associazionismo ha radici filosofiche molto antiche: ad esempio Aristotele descrisse quattro principi attraverso i quali si formano le associazioni mentali (somiglianza, differenza, contiguità temporale e contiguità spaziale), mentre gli empiristi inglesi John Locke e David Hume sostenevano che le idee complesse si formano per associazione di idee semplici, derivate dalla percezione sensoriale. Nel XIX secolo, i filosofi David Hartley, John Stuart Mill e Alexandre Bain approfondirono la definizione di associazionismo e la loro riflessione fu alla base della psicologia associazionista.

La pubblicazione nel 1829 dell'Analisi dei fenomeni della mente umana di James Mill segnò probabilmente l'apice dell'influenza culturale dell'associazionismo, sul finire del XIX secolo in parte oscurato dall'affermarsi della moderna psicologia sperimentale. I principi associazionistici confluirono allora in larga misura nella psicologia comportamentista, che spiegava il pensiero umano in termini di associazioni tra stimoli e risposte, secondo un approccio che altre scuole psicologiche invece rifiutarono, giudicandolo insufficiente a spiegare gli aspetti più creativi del pensiero e del linguaggio.

Le associazioni di idee, immagini e oggetti svolgono, comunque, un importante ruolo nella formulazione di teorie psicologiche. Le libere associazioni sono infatti alla base di molte forme di psicoterapia, come pure della formazione aziendale (ad esempio nei gruppi di brainstorming, dove ognuno è invitato a esprimere liberamente le proprie idee per sviluppare nuovi concetti o prendere decisioni) e di molte tecniche di insegnamento.