| Gesuiti | Articolo | ||||
| Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File. | |||||
| 3. | Cenni storici |
Ignazio e i suoi primi compagni intendevano recarsi come pellegrini in Terra Santa per convertire i musulmani; essendo però chiusa ogni via d’accesso alla Palestina a causa della guerra con i turchi, decisero di sottoporre al papa una costituzione in cui si impegnavano ad andare missionari dovunque egli li avesse inviati. Dopo l’approvazione della costituzione, Ignazio fu eletto primo superiore generale del nuovo ordine.
Rapido fu lo sviluppo dell’ordine, i cui membri ebbero compiti importanti nella Controriforma e aprirono scuole e collegi in tutta Europa, esercitando per 150 anni un ruolo fondamentale nel campo dell’educazione: oltre 500 erano i loro istituti nel 1640 e ben presto si aggiunse la direzione totale o parziale di numerose università, seminari e centri di studi. Durante la Controriforma i gesuiti tentarono di rafforzare il cattolicesimo contenendo l’espansione del protestantesimo, ed educarono i giovani provenienti dalle famiglie più eminenti, senza trascurare, soprattutto nelle terre di missione, l’istruzione popolare.
L’attività missionaria più notevole dei gesuiti nel Nuovo Mondo fu l’istituzione, in America latina, con particolare successo in Paraguay, delle cosiddette reducciones, comunità di indigeni che, sotto la direzione dei missionari, praticavano l’agricoltura e l’artigianato gestendo i beni in forma collettivistica.
Rilevante anche l’attività missionaria in Oriente, che ebbe inizio a Goa (India) nel 1542 con Francesco Saverio, evangelizzatore del Giappone, e proseguì con Matteo Ricci, missionario in Cina per più di trent’anni.
Nei paesi cattolici lo zelo riformatore dei gesuiti incontrò spesso l’opposizione del clero, mentre la devozione al papa sollevò i sospetti di politici e regnanti, cosicché l’ordine fu in vari momenti espulso dall’uno o dall’altro stato europeo al punto che, nel 1773, le pressioni politiche, soprattutto dei Borbone, spinsero papa Clemente XIV a decretarne lo scioglimento.
Federico II di Prussia e Caterina di Russia, entrambi ammiratori della cultura dei gesuiti, rifiutarono di dare esecuzione al decreto, e così l’ordine sopravvisse in quei paesi fino al 1814, quando papa Pio VII ne sancì ufficialmente la rinascita, dando avvio a una nuova diffusione su scala mondiale.