| Mina (tecnologia militare) | Articolo | ||||
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| 2. | Mine terrestri |
Un congegno esplosivo progettato per essere nascosto nel terreno è detto mina terrestre. Costruita in metallo, plastica, vetro o legno, può essere fatta detonare in molti modi diversi: ad esempio, per trazione di un filo o attraverso un meccanismo ad azione ritardata. L’esplosivo più comunemente usato nelle mine è il trinitrotoluene (TNT).
Le mine anticarro hanno una carica esplosiva variabile approssimativamente da 2,5 a 5 kg di TNT e sono progettate per distruggere i veicoli che vi transitano sopra. Le mine antiuomo sono normalmente a piccola carica (compresa tra 100 g e poco meno di 2 kg), disperdono frammenti metallici e vengono utilizzate per uccidere o ferire gravemente persone. Nella seconda guerra mondiale i tedeschi impiegarono mine antiuomo attivate da un filo a strappo; l’ordigno, prima di esplodere, saltava in aria a un’altezza di mezzo metro. Durante la guerra di Corea mine terrestri azionate da complesse reti di fili a strappo furono ampiamente usate per proteggere le posizioni difensive.
Nella guerra del Vietnam la mina direzionale Claymore fu usata senza parsimonia. Progettate per uccidere con il lancio di frammenti, queste mine sono costituite da un rivestimento in plastica contenente esplosivo ad alto potenziale e un gran numero di sferette di acciaio che, una volta innescata la carica, vengono scagliate entro un raggio di oltre 40 m. Le mine Claymore possono essere nascoste nel suolo o appese agli alberi, a 60-90 cm da terra.