| Trova nell'articolo | Apparato riproduttore | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Apparato riproduttore In anatomia, apparato deputato alla riproduzione.
| 2. | Anatomia |
Nella specie umana, così come in tutte quelle caratterizzate da sessi separati, è possibile distinguere un apparato riproduttore maschile e uno femminile, differenti per anatomia e per fisiologia.
| 1. | Apparato riproduttore maschile |
Gli organi riproduttivi maschili comprendono il pene e lo scroto, i testicoli, i dotti spermatici con le ghiandole annesse.
Il pene e lo scroto costituiscono le parti esterne e visibili dell’apparato riproduttore maschile. Il pene, organo di forma cilindrica, è attraversato dall’uretra, un condotto in cui fluisce sia l’urina sia lo sperma, fluido in cui si trovano gli spermatozoi. Il pene, normalmente flaccido, può inturgidirsi (tumescenza) in condizione di eccitazione sessuale, per effetto di un accumulo di sangue arterioso entro tre strutture tubulari (i due corpi cavernosi e il corpo spongioso) in esso presenti. Ciò permette lo svolgimento della funzione copulatrice del pene, e la deposizione dello sperma all’interno delle vie genitali femminili.
Alla base del pene si trova la borsa dello scroto, una sorta di tasca cutanea all’interno della quale si trovano le due gonadi maschili, i testicoli. Lo scroto pende dalla superficie corporea, in modo che i testicoli si trovino a una temperatura di circa 35 °C, più bassa di quella corporea, il che è necessario per la loro fisiologia. La temperatura più bassa, infatti, permette una maturazione ottimale delle cellule riproduttive maschili (spermatozoi) che vengono prodotte nei tubuli seminiferi dei testicoli.
In ciascun testicolo, rivestito dalla membrana albuginea, vengono continuamente prodotti milioni di spermatozoi, che si riversano all’interno di un canale detto epididimo. Da qui parte un canale deferente, la cui lunghezza può raggiungere i 40 cm, che sbocca in un dotto eiaculatore, il quale confluisce nell’uretra. A ciascun deferente è connessa una vescicola seminale, che ha la funzione di immagazzinare gli spermatozoi prima dell’emissione dello sperma (eiaculazione). Le vescicole seminali producono una secrezione in cui sono presenti fruttosio e prostaglandine.
Ai canali deferenti si collega anche la prostata, una ghiandola che secerne un liquido alcalino che serve a neutralizzare l’acidità dell’ambiente vaginale. Le due piccole ghiandole di Cowper, o ghiandole bulbo-uretrali, poste una per lato alla base dell’uretra, producono una secrezione mucosa trasparente che svolge un’azione lubrificante del pene al momento del rapporto sessuale e favorisce la progressione degli spermatozoi.
| 2. | Apparato riproduttore femminile |
Gli organi riproduttivi femminili comprendono la vulva, la vagina, le ovaie, le tube di Falloppio e l’utero. Si trovano nella parte inferiore della cavità del bacino e sono disposti anteriormente rispetto agli organi dell’apparato digerente.
La vulva costituisce la parte esterna dell’apparato femminile, e protegge lo sbocco delle vie urinarie e genitali. È formata dalle due grandi labbra, pliche cutanee tra loro parallele disposte in senso antero-posteriore, che dalla pubertà si ricoprono di peli; all’interno di queste si trovano le due piccole labbra, che anteriormente si congiungono e proteggono il clitoride. Questo è un organo di piccole dimensioni, ricco di terminazioni nervose e pertanto molto sensibile; è dotato di capacità erettile. Nella vulva sboccano il meato urinario, ossia l’estremità dell’uretra e, posteriormente a questa, la vagina. L’apertura esterna della vagina è protetta da una sottile membrana perforata, detta imene, che, al momento del primo rapporto sessuale, è destinata a lacerarsi.
La vagina è un condotto dotato di pareti muscolari, appiattito e di lunghezza compresa tra 6 e 10 cm. Accoglie il pene durante il rapporto sessuale, permette il passaggio del sangue mestruale e, durante il parto, si dilata e forma con il collo dell’utero il cosiddetto canale del parto, attraverso il quale passa il neonato.
La vagina è dotata di un ambiente interno acido, grazie alla presenza di flora batterica che, mediante una reazione di fermentazione, produce acido lattico a partire dal glicogeno presente nelle cellule vaginali. In tal modo, poiché molti microrganismi non riescono a sopravvivere in ambienti acidi, la vagina agisce da barriera e protezione degli organi riproduttori più interni. In prossimità dell’apertura vaginale sboccano due piccole ghiandole, dette ghiandole di Bartolini, che producono una secrezione densa che lubrifica le mucose, in particolare durante il rapporto sessuale. Verso l’estremità interna della vagina sporge il collo dell’utero.
L’utero è un organo cavo, piriforme, rivolto in avanti; al suo interno, avvenuta la fecondazione, si verifica l’impianto dell’embrione (annidamento) e il suo sviluppo. All’utero si collegano le due tube di Falloppio, dotti di circa 12-13 cm di lunghezza. Ciascuna tuba possiede un’estremità aperta verso il lume dell’utero, una porzione (istmo) che decorre orizzontalmente, un’estremità ampollare che decorre sulla superficie dell’ovaia e, infine, un infundibolo che avvolge l’ovaia ed è dotato di frange mobili (fimbrie). Le fimbrie hanno la funzione di aspirare l’ovulo al momento della fuoriuscita di questo dal follicolo (ovulazione). Le ovaie, collegate alle tube mediante un legamento tubo-ovarico, costituiscono le gonadi femminili, ossia gli organi deputati alla produzione delle cellule riproduttive (cellule uovo) e di diversi ormoni (vedi Estrogeni).
| 3. | Fisiologia |
La funzionalità dell’apparato riproduttore comincia con la pubertà, periodo in cui sopraggiunge la maturazione delle gonadi e l’instaurarsi di nuovi equilibri ormonali. Dalla pubertà, nell’uomo inizia la produzione dello sperma, che può essere emesso occasionalmente durante la notte (fenomeno noto come polluzione notturna). Nella donna hanno inizio i cicli mestruali, che determinano la maturazione di una cellula uovo ogni mese. La possibilità di generare un nuovo individuo avviene se vi è la fecondazione, ossia la fusione del gamete femminile con quello maschile. Nell’essere umano la fecondazione è di tipo interno, cioè l’incontro dei gameti avviene all’interno del corpo della donna. Pertanto, la premessa per la fecondazione è che vi sia un rapporto sessuale, o coito. Va ricordato che il coito, nella specie umana, può avvenire anche indipendentemente dalla necessità che avvenga la fecondazione; in tal caso, esso rappresenta non un atto riproduttivo, ma una modalità di relazione tra due individui i quali, per evitare la fecondazione, possono ricorrere a sistemi di contraccezione.
| 1. | Rapporto sessuale o coito |
Il momento del coito è accompagnato da una serie di modificazioni che intervengono nell’organismo e che hanno la funzione di preparare gli organi genitali. Stimoli di varia natura possono creare una condizione di eccitazione che, nell’uomo, induce la tumescenza (o erezione) del pene. Alcuni nervi spinali controllano la circolazione sanguigna nel pene e determinano localmente una dilatazione delle arterie; di conseguenza, vi è un ristagno di sangue nei corpi cavernosi e nel corpo spongioso. Contemporaneamente, la pressione presente nei tessuti comprime le vene che drenano il pene, impedendo così l’inflaccidimento del pene (detumescenza).
Anche nella donna l’eccitazione provoca un aumento dell’irrorazione sanguigna dei genitali e la congestione del clitoride e di altre regioni sensibili. In risposta agli stimoli eccitatori, le ghiandole di Bartolini secernono un muco trasparente con funzione lubrificante che facilita l’introduzione del pene nella vagina. Il rapporto sessuale è accompagnato da movimenti che, nell’uomo, stimolano in particolare il glande del pene, ossia la sua parte anteriore; l’emissione dello sperma comporta un’intensa sensazione di piacere, detta orgasmo, ed è seguita dalla progressiva detumescenza dell’organo. Nella donna, le sensazioni di piacere possono derivare dalla stimolazione del clitoride o da quella vaginale. L’orgasmo femminile è dovuto a ritmiche e rapide contrazioni dei muscoli della parete vaginale e perineali.
Lo sperma viene depositato nella parte alta della vagina e intorno alla cervice uterina. Durante l’ovulazione, il muco presente nel canale cervicale è particolarmente fluido, il che favorisce la risalita degli spermatozoi verso la cellula uovo, attraverso l’utero e le tube di Falloppio. Nella vagina vengono depositati centinaia di milioni di spermatozoi, ma solo qualche centinaio di essi raggiunge la tuba di Falloppio e solo uno può penetrare nell’uovo. Ciò avviene varie ore dopo il rapporto sessuale, quando in ciascuno degli spermatozoi si verificano alcune alterazioni: la membrana cellulare si modifica, in modo da potersi fondere con quella dell’uovo, e il movimento della coda assume un andamento differente.
Se l’uovo non è stato fecondato viene eliminato con la mestruazione, insieme alla mucosa uterina (detta endometrio) che, nel corso del ciclo mestruale, si ispessisce per accogliere l’uovo fecondato.
| 2. | Fecondazione |
Quando lo spermatozoo e l’uovo si incontrano, il riconoscimento reciproco di recettori presenti sulla superficie di entrambi i gameti provoca l’adesione delle due cellule (questi recettori sono caratteristici di ciascuna specie e, quindi, la fecondazione può avvenire solo tra i gameti maschili e femminili della medesima specie). Gli enzimi presenti nell’acrosoma dello spermatozoo disgregano la membrana che protegge la cellula uovo e permettono alla testa dello spermatozoo di penetrare in tale cellula.
Perché nessun altro spermatozoo penetri nell’uovo fecondato, si è evoluto un meccanismo per cui l’ingresso del primo spermatozoo stimola la liberazione nella membrana dell’uovo di alcuni enzimi, che la induriscono e ne inattivano i recettori, impedendo, così, la funzionalità di altri spermatozoi. La fecondazione può avvenire anche se la donna non raggiunge l’orgasmo o non risulta eccitata (condizione che prende il nome di frigidità).
| 4. | Malattie dell’apparato riproduttore |
Diverse patologie, come infezioni, infiammazioni, malformazioni congenite e forme tumorali, possono colpire i singoli organi che compongono l’apparato riproduttore; inoltre, poiché le vie sessuali sono in comunicazione con l’ambiente esterno e, attraverso i rapporti sessuali, possono entrare in contatto diretto con altri individui, esse costituiscono i canali di ingresso preferenziali per alcuni agenti patogeni, responsabili delle cosiddette malattie a trasmissione sessuale.
Nell’uomo, tra le principali patologie sono comprese le malattie dei testicoli, come il criptorchidismo, il varicocele, l’epididimite, l’idrocele e il cancro; il cancro della prostata; inoltre, disturbi sessuali come l’impotenza e l’eiaculazione precoce.
Nella donna, sono tipiche patologie dell’apparato riproduttore le cisti delle ovaie, il fibroma, l’endometrite, l’endometriosi e il carcinoma dell’utero.
Tra le malattie a trasmissione sessuale vi sono la sifilide, la gonorrea, alcune infezioni da clamidia e la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS).