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| 3. | Mendeleev e Meyer |
La legge chimica secondo cui le proprietà di tutti gli elementi sono funzioni periodiche dei pesi atomici, fu il risultato delle ricerche condotte indipendentemente dal russo Dmitrij Mendeleev e dal tedesco Julius Lothar Meyer intorno al 1870. La chiave del loro successo fu l'intuizione che i precedenti tentativi erano falliti perché nelle tavole degli elementi noti non erano stati lasciati gli spazi vuoti corrispondenti agli atomi non ancora scoperti e di cui, in base all'analisi delle periodicità che si manifestava nelle proprietà chimiche, poteva essere predetta sia l'esistenza sia la posizione (o il numero atomico). Per questo motivo, sebbene non si conoscesse alcun elemento con peso atomico compreso fra quello del calcio e quello del titanio, Mendeleev lasciò nella sua tabella uno spazio libero, che venne in seguito assegnato allo scandio, scoperto nel 1879. La scoperta dello scandio fu solo una delle incredibili verifiche delle predizioni basate sulla legge della periodicità; inoltre le ulteriori conferme della legge accelerarono lo sviluppo della chimica inorganica.
La legge della periodicità subì due modificazioni dalla formulazione originale di Mendeleev e Meyer. La prima revisione riguardò l'estensione della legge a una nuova famiglia di elementi, la cui esistenza era completamente sconosciuta nel XIX secolo; questo gruppo comprende i primi tre gas nobili, cioè elio, neon e argo, scoperti nell'atmosfera tra il 1894 e il 1898 dagli scienziati britannici John Rayleigh e William Ramsay. Il secondo sviluppo della legge della periodicità si ebbe con la teoria di Bohr (1913) sulla struttura elettronica dell'atomo.