| Neopositivismo | Articolo | ||||
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| 2. | Il circolo di Vienna |
Il neopositivismo trae origine dal circolo di Vienna, fondato nei primi anni Venti intorno all'insegnamento di Moritz Schlick da un gruppo di studiosi, tra i quali Otto Neurath, Hans Hahn (1879-1934), Philipp Frank (1884-1966) e Herbert Feigl (1902-1988); nel 1926 vi aderì Rudolf Carnap, autore dell'opera La costruzione logica del mondo (1928), la quale, insieme con l'opuscolo intitolato La concezione scientifica del mondo (1929), da lui scritto in collaborazione con Hahn e Neurath, espone le linee fondamentali del programma originario del circolo. Il programma si ispirava da un lato al Tractatus logico-philosophicus di Wittgenstein, dall'altro all'analisi logica del linguaggio avviata da Frege e da Russell: per la stretta contiguità con le problematiche di questi pensatori, e in particolare con l''atomismo logico' del primo Wittgenstein e di Russell, i neopositivisti vanno annoverati fra i precursori di quell'orientamento di pensiero che è conosciuto come filosofia analitica.
Alla fine degli anni Venti il circolo di Vienna avviò una proficua e intensa collaborazione con il circolo di Berlino, fondato da Hans Reichenbach; insieme, i due gruppi diedero vita alla rivista 'Erkenntnis' (Conoscenza). L'avvento del nazismo in Germania e la successiva annessione a essa dell'Austria determinarono la dispersione dei due circoli, i cui membri emigrarono per la maggior parte negli Stati Uniti, con l'eccezione di Schlick che fu assassinato da uno studente nazista. Negli Stati Uniti venne avviata nel 1938, da parte degli studiosi neopositivisti, la pubblicazione della Enciclopedia internazionale della scienza unificata, in cui si dava attuazione al progetto di un'unificazione del linguaggio scientifico sulla base del linguaggio della fisica (o linguaggio 'fisicalistico').