Inflazione e deflazione
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Inflazione e deflazione
3. Tipi di inflazione

L’inflazione “strisciante” si verifica quando la tendenza al rialzo dei prezzi è graduale e irregolare, ossia è contenuta mediamente entro pochi punti percentuali all'anno. Essa non viene considerata una seria minaccia e può addirittura stimolare l'attività economica: l'illusione della crescita del reddito personale può infatti incoraggiare il consumo; l'investimento edilizio può aumentare in previsione di una futura rivalutazione dei prezzi; l'investimento in impianti e attrezzature può accelerare, giacché i prezzi salgono più rapidamente dei costi e i debitori (privati, imprese, enti pubblici) prevedono che i prestiti saranno ripagati con denaro che avrà un potere d'acquisto potenzialmente minore.

Un problema maggiore è rappresentato dall'inflazione “cronica”, caratterizzato da un aumento dei prezzi molto maggiore, con tassi annuali che vanno dal 10 al 30%, ma possono anche raggiungere e superare il 100%. L'inflazione cronica si avvia a diventare permanente e tende sempre più a salire con l'accumularsi della distorsione economica e delle previsioni negative; altera inoltre il normale svolgimento delle attività economiche: i consumatori acquistano beni e servizi per evitare prezzi più alti in futuro; la speculazione edilizia aumenta; le aziende si limitano agli investimenti a breve termine; gli incentivi a risparmiare, a stipulare assicurazioni, a costituirsi pensioni e ad acquistare obbligazioni a lungo termine si riducono in quanto l'inflazione diminuisce il loro futuro potere d'acquisto; i governi espandono rapidamente le spese in previsione di entrate inflazionate, mentre i paesi importatori, svantaggiati sul terreno della concorrenza, sono costretti a ricorrere al protezionismo e al controllo dei cambi.

Una forma di inflazione storicamente importante nel periodo del bimetallismo o del regime monetario aureo fu lo “svilimento”, che consisteva nel ridurre la quantità di metallo prezioso nelle monete metalliche in corso. Questa pratica, se da una parte assicurava guadagni allo stato, dall’altra provocava un aumento dei prezzi.

1. L'iperinflazione

Nella forma più estrema, l'aumento cronico dei prezzi diventa 'iperinflazione' e causa la crisi dell'intero sistema economico. L'iperinflazione verificatasi in Germania in seguito alla prima guerra mondiale, ad esempio, fece sì che il volume della moneta circolante si espandesse di oltre 7 miliardi di volte e i prezzi aumentassero 10 miliardi di volte durante i 16 mesi che precedettero il novembre del 1923. Altri fenomeni di iperinflazione colpirono Unione Sovietica e Australia dopo la prima guerra mondiale; Ungheria, Cina e Grecia nel secondo dopoguerra; diversi tra i paesi cosiddetti in via di sviluppo nel corso degli anni Ottanta.

In regime di iperinflazione la crescita della quantità di moneta e del credito risulta esplosiva, distrugge ogni legame con i valori reali e obbliga la popolazione a ricorrere a complicate forme di baratto. I governi tentano di coprire le spese in continuo aumento espandendo rapidamente l'offerta di moneta, ma questo modo di finanziare i disavanzi (o deficit) di bilancio aggrava la spirale dell'inflazione e compromette la stabilità economica, sociale e politica.