Gatto domestico
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Gatto domestico
3. Fisiologia del gatto

Il corpo di un gatto domestico è estremamente flessibile; il suo scheletro contiene più di 230 ossa (quello dell'uomo, che è molto più grande, ne ha solo 206), e il cinto pelvico e quello scapolare sono connessi alla colonna vertebrale in modo più lasso che negli altri quadrupedi. La grande abilità del gatto nel salto e la sua notevole velocità nella corsa sono in parte dovute alla potente muscolatura. La coda serve a mantenere l'animale in equilibrio durante il salto o nelle cadute.

Gli artigli, adunchi, affilati e retrattili, servono per catturare e trattenere la preda e sono alloggiati in una guaina all'estremità di ogni dito. Essi vengono estroflessi per cacciare, combattere e arrampicarsi. Il gatto marca il territorio lasciando tracce odorose emesse da ghiandole che si aprono sui cuscinetti dei piedi, e graffiando tronchi d'albero e altri oggetti.

I denti del gatto, molto aguzzi, sono fatti per mordere, non per masticare, e grazie anche ai potenti muscoli delle mascelle possono infliggere alla preda un morso mortale.

1. Sensi

La vista del gatto è particolarmente adatta alla caccia notturna. Questo animale ha infatti una vista eccellente in condizioni di scarsa luminosità, una visione periferica estesa e la percezione della profondità, quest'ultima consentita dalla visione binoculare. Di giorno, invece, il gatto non vede bene come gli esseri umani: percepisce facilmente il movimento, ma non altrettanto bene i dettagli, e si ritiene che distingua solo uno spettro limitato di colori.

L'udito è molto sensibile, e consente la percezione di un'ampia gamma di suoni, compresi gli ultrasuoni. L'orecchio è, tuttavia, relativamente meno sensibile alle frequenze più basse, il che potrebbe spiegare come mai alcuni gatti domestici siano più reattivi alle voci femminili che a quelle maschili. Il gatto, inoltre, è in grado di orientare le orecchie indipendentemente l'una dall'altra per concentrarsi su suoni diversi.

Il senso dell'olfatto è altamente sviluppato e ha un ruolo vitale nella ricerca del cibo e nella riproduzione: ad esempio, pare che i gatti maschi riescano a sentire l'odore di una femmina recettiva a distanza di centinaia di metri.

Nel gatto il senso del gusto è particolarmente specializzato: benché non permetta di distinguere i sapori dolci, è sensibile a percepire minime variazioni del sapore dell'acqua. La lingua è coperta da piccole protuberanze (papille) che la rendono ruvida e servono a raspare la carne dalle ossa. La lingua serve inoltre per la pulizia: il gatto la usa per leccarsi e lisciarsi il pelo.

I baffi, detti vibrisse, sono estremamente sensibili e sono usati per percepire ostacoli e variazioni nell'ambiente. In condizioni di illuminazione ridotta, il gatto si orienta servendosi delle vibrisse.

2. Riproduzione

Il gatto domestico raggiunge la pubertà intorno ai 9-10 mesi di età. Una gatta sessualmente matura va in calore, o estro, più volte in un anno; durante l'estro la gatta è recettiva nei confronti del maschio, che è attratto da essa. Il periodo di gestazione è di circa 65 giorni e la nidiata consiste in media di 4 gattini, che nascono ciechi, sordi e inermi. Gli occhi si aprono a 8-10 giorni di età e lo svezzamento comincia a circa 6 settimane dalla nascita.

3. Colori del mantello

Il colore originale del mantello del gatto domestico era probabilmente marrone-grigiastro tigrato, un tipo di colorazione che consente una buona mimetizzazione in disparati ambienti naturali. Tutte le altre colorazioni dipendono da mutazioni genetiche; ad esempio, il mantello a tinta unita, nero o blu, dipende dalla presenza di un gene mutato che sopprime la tigratura; il colore fulvo deriva, invece, da un altro gene mutato, che regola la trasformazione del pigmento nero in pigmento rosso; infine, un mantello interamente bianco è frutto di un gene mutato che sopprime completamente la formazione del pigmento.

Nel moderno gatto domestico la base di tutte le colorazioni del mantello è data dall'interazione di due pigmenti, il nero e l'arancio, che possono combinarsi fra loro o con il bianco (assenza di pigmento). Un singolo gene, il gene O (iniziale dell'inglese orange, 'arancio'), determina se il mantello del gatto contiene pigmento nero o arancio. Si può immaginare questo gene come un interruttore che può essere in posizione di on (arancio) o di off (nero). Questo gene si trova sul cromosoma X e, pertanto, la colorazione del pelo è un carattere ereditario legato al sesso.