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Celoma
1. Introduzione

Celoma Negli animali celomati, cavità del corpo ripiena di liquido e delimitata da proprie pareti (celoteli), derivanti dal mesoderma embrionale. Nella sua forma tipica, osservabile ad esempio negli anellidi, il celoma si compone di due spazi laterali che si estendono lungo l’asse corporeo; le rispettive pareti (ovvero, i celoteli), verso l’esterno rivestono la parete del corpo, e verso l’interno aderiscono tra loro, racchiudendo il tubo digerente e i vasi sanguigni dorsale e ventrale. Le gonadi e i nefridi sono comunicanti con la cavità celomatica. Negli anellidi, come negli altri gruppi animali metamerici (aventi il corpo suddiviso in unità ripetute), ciascun metamero contiene un celoma. Nel corso dell’evoluzione, e nei diversi phyla, tale cavità corporea è andata riducendosi, trasformandosi in una cavità virtuale; nell’uomo, ad esempio, le tre cavità virtuali pericardica, cavità pleurica e addominale sono di derivazione celomatica.

2. Importanza del celoma

La comparsa del celoma nel corso dell’evoluzione rappresentò una fondamentale svolta, per le sue implicazioni con l’organizzazione del corpo. Funzionando come uno scheletro idrostatico, migliorò la locomozione e favorì lo sviluppo di una muscolatura più efficiente; la maggiore motilità comportò la necessità di un maggiore coordinamento fra le diverse parti e, quindi, un aumento di complessità della funzione nervosa. Inoltre, la posizione che il tubo digerente viene ad assumere (isolato dalle pareti corporee e racchiuso fra le due pareti interne del celoma), ne rende i movimenti indipendenti da quelli della parete corporea; la funzione nutritiva diviene più efficiente, il tubo digerente sviluppa una propria muscolatura e tende ad aumentare le proprie dimensioni nel senso della lunghezza. Il liquido celomatico può peraltro trasportare sostanze; avviene, dunque, una divisione dei compiti tra il sistema circolatorio, che distribuisce le sostanze nutritive, e il liquido celomatico, che raccoglie le scorie dai nefridi e i gameti dalle gonadi; l’ossigenazione dei tessuti può essere svolta dall’uno o dall’altro sistema, a seconda della localizzazione dei pigmenti respiratori.

3. Formazione del celoma: schizocelia ed enterocelia

La formazione del celoma nell’embrione avviene secondo due modalità differenti, indicate come schizocelia ed enterocelia. Nel primo caso, la cavità si scava, durante lo sviluppo embrionale, a livello di un ammasso di cellule mesodermiche che si trovano fra la parete corporea e il tubo digerente primitivo; ciò si osserva negli anellidi, nei molluschi e negli artropodi. L’enterocelia comporta invece la formazione di sacche celomatiche a partire da tre paia di estroflessioni dell’intestino primitivo (archenteron), che successivamente si distaccano; questa modalità è tipica, ad esempio, degli echinodermi, degli emicordati e dei cefalocordati.

La schizocelia e l’enterocelia si ritrovano in phyla animali che fanno parte dei due diversi raggruppamenti in cui i celomati possono essere distinti: rispettivamente, protostomi e deuterostomi. Questi si caratterizzano anche per differenze che riguardano la segmentazione, nelle prime fasi dello sviluppo, il tipo di larva formata e l’organizzazione dell’assetto corporeo. Vedi anche Acelomati; Pseudocelomati.