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Giustiniano I

Giustiniano I (Tauresium, Illiria 483 - Costantinopoli 565), imperatore bizantino (527-565), detto il Grande. Nipote dell’imperatore Giustino I, crebbe alla corte di Costantinopoli; nel 518 fu incaricato della cura dell’amministrazione dallo zio, il quale lo nominò suo successore. Nel 523 sposò Teodora, donna di umili origini ma dotata di grande intuito politico e, alla morte dello zio, nel 527, fu eletto imperatore.

Immediatamente dopo l’ascesa al trono, inaugurò una politica volta al consolidamento dei territori imperiali, fuori e dentro i confini. Nel 532 siglò un accordo di pace con la Persia, mentre contemporaneamente incaricava il generale Belisario di sedare un’insurrezione interna (la rivolta di Nika), scoppiata per cause politiche e religiose, durante la quale lo stesso trono di Giustiniano vacillò e fu salvato grazie anche all’intervento di Teodora.

Nel 533 l’esercito imperiale mosse contro il regno dei vandali nell’Africa del Nord, che fu annesso all’impero nel 534. L’anno seguente un’altra armata imperiale attaccò gli ostrogoti in Italia, ma incontrò una ferrea resistenza e la guerra si protrasse per quasi vent’anni. Una terza campagna, intrapresa questa volta contro i visigoti, assicurò la riconquista della Spagna sudorientale.

Così, alla morte di Giustiniano, quasi tutti i territori intorno al bacino del Mediterraneo, che avevano fatto parte dell’originario impero romano, erano stati riuniti sotto la corona bizantina, a eccezione della Gallia e della Spagna settentrionale. Sul fronte orientale, però, le ostilità con la Persia erano riprese (540-545) e nei Balcani la minaccia di slavi, unni e bulgari si faceva sempre più pressante.

Per organizzare un impero così vasto Giustiniano si propose di istituire un sistema legislativo organico e incaricò una commissione, presieduta dal giurista Triboniano, di raccogliere e ordinare il diritto romano. Il lavoro di compilazione durò oltre un decennio e la raccolta venne infine incorporata nel Corpus iuris civilis, chiamato anche Codice giustinianeo, promulgato nel 534 e aggiornato in seguito con nuovi decreti o Novellae. L’opera è ancora oggi alla base del diritto di gran parte dei paesi europei.

Meno felice fu, invece, il tentativo di unificazione religiosa dell’impero: oltre che intervenire nel conflitto tra monofisiti e ortodossi, sostenendo questi ultimi, Giustiniano si scontrò con la dura opposizione del papa di Roma, avverso al suo progetto.