Impero ottomano
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Impero ottomano
2. La formazione dell’impero

Nucleo dell’impero fu un piccolo regno dell’Anatolia nordoccidentale, sorto come tanti altri dalle rovine del regno selgiuchide di Rum. Gli storici hanno opinioni differenti riguardo all’importanza delle due caratteristiche principali dell’impero ottomano, ovvero la tradizione tribale dei guerrieri turco-mongoli e l’influenza dell’Islam: in quest’ultimo caso in merito al processo di espansione dell’impero ottomano si è sottolineato il richiamo esercitato sui ghazi (coloro che combattono la guerra santa, o jihad), che si unirono agli ottomani impegnati nella lotta contro l’impero bizantino.

Combattimenti continui e proficue alleanze contribuirono al successo degli ottomani. Nel 1326 presero Bursa e ne fecero la capitale del regno; nel 1338 cacciarono i bizantini dall’Anatolia ed estesero il proprio dominio a sud e a oriente a spese di altri principati turchi. Nel 1354 conquistarono Ankara (Anatolia centrale), e invasero Gallipoli (Gelibolu, sulla costa europea dello stretto dei Dardanelli), da cui procedettero all’occupazione dell’Europa sudorientale. Nel 1361 presero Adrianópolis (l’attuale Edirne), che elessero a nuova capitale.

Nel 1389, sconfitti i serbi nella battaglia del Kosovo, gli ottomani di Murad I invasero la Tracia, la Macedonia e gran parte della Bulgaria e della Serbia. Nel 1402 subirono l’invasione del mongolo Tamerlano, che sconfisse il sultano Bayazid I vicino ad Ankara, ma in seguito riuscirono a ristabilire il controllo sull’impero e ad accrescere ulteriormente i domini sotto Maometto I e Murad II.

Nel 1453 il sultano Maometto II conquistò Costantinopoli (l’odierna Istanbul), e ne fece la capitale definitiva dell’impero. Il XVI secolo fu un periodo di ulteriori conquiste: il sultano ottomano Selim I sconfisse i Safavidi della Persia a Chardiran nel 1514, occupò l’Anatolia orientale e annetté l’Egitto e la Siria, sottraendoli ai Mamelucchi (1516-17), e conquistando anche località arabe sacre ai musulmani e porti commerciali sul Mar Rosso e sull’oceano Indiano.

Solimano il Magnifico, figlio e successore di Selim I, è considerato il più grande dei sovrani ottomani. Durante il suo regno l’Iraq entrò a far parte dell’impero (1534), e il dominio ottomano si estese al Mediterraneo orientale e, attraverso l’annessione di Algeri e le incursioni dei corsari, al Mediterraneo occidentale. Solimano penetrò anche in Europa: prese Belgrado (1521) e sconfisse gli ungheresi nella battaglia di Mohács (1526), ma a causa dell’intervento di Carlo V non ebbe esito l’assedio di Vienna (1529).