Trova nell'articolo Allende, Salvador

Per trovare nell'articolo una parola, un nome o un argomento specifici, selezionare nel proprio browser Internet l'opzione per effettuare una ricerca nella pagina. In Internet Explorer questa opzione si trova nel menu Modifica.

Poiché viene effettuata la ricerca di una corrispondenza esatta per la parola o le parole digitate, se non si ottengono risultati soddisfacenti controllare l'ortografia delle parole digitate o individuare una parola chiave relativa all'argomento.

Allende, Salvador

Allende, Salvador (Valparaíso 1908 - Santiago 1973), uomo politico cileno, presidente del Cile (1970-1973). Compì studi di medicina, durante i quali iniziò a coltivare la passione per la politica. Arrestato durante la dittatura di Carlos Ibáñez del Campo, fu tra i fondatori del Partito socialista cileno (1933), assumendone la guida nel 1944.

Nel 1937 fu eletto per la prima volta nel Parlamento cileno, ricoprendo la carica di ministro della Sanità dal 1939 al 1942. Eletto al Senato nel 1945, fu più volte candidato alla presidenza del paese, alla guida di fronti di sinistra di cui fu un infaticabile promotore. Nel 1969 creò, unendo socialisti, comunisti, radicali e dissidenti della sinistra democristiana, la coalizione di Unidad Popular (Unità popolare), grazie alla quale nel 1970 conquistò la presidenza del paese.

Insediatosi al governo, Allende avviò una serie di riforme volte a trasformare le strutture economiche e sociali del paese, nazionalizzando il settore minerario, fino ad allora controllato dalle imprese straniere, realizzando una riforma agraria e favorendo lo sviluppo delle classi sociali più basse. La sua azione si attirò le critiche della sinistra, che lo considerava troppo moderato, e della destra, la quale lo accusava di voler trasformare il Cile in una dittatura marxista. Con il sostegno degli Stati Uniti, l’estrema destra alimentò un clima terroristico in cui ebbe un ruolo fondamentale la classe imprenditoriale cilena, che fomentò contro il governo una lunga ondata di scioperi. Nonostante la crescita dell’inflazione e la carenza di generi di prima necessità causata dal blocco dei trasporti, Allende conservò un ampio consenso popolare, aggiudicandosi le elezioni politiche del marzo 1973.

Dopo un primo tentativo di colpo di stato, avvenuto nel giugno dello stesso 1973, il presidente fu violentemente rovesciato l’11 settembre da una sollevazione preparata con meticolosità dall’esercito e dalla CIA, che vide tra i suoi protagonisti il generale Augusto Pinochet Ugarte, cui lo stesso Allende aveva affidato poche settimane prima il comando supremo delle forze armate. Rifiutata l’offerta di esilio, resistette con un gruppo di fedelissimi nel palazzo presidenziale della Moneda, trovandovi la morte, probabilmente per suicidio. Le sue spoglie furono frettolosamente seppellite in una tomba anonima; nel 1990, ripristinata la democrazia, gli vennero tributati i funerali di stato.