| Reattore nucleare | Articolo | ||||
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| 2. | Parti di un reattore a fissione |
I principali componenti di un reattore a fissione sono il combustibile, il moderatore e il sistema di raffreddamento. I primi due elementi costituiscono il nocciolo del reattore, la zona in cui hanno luogo le reazioni nucleari; il sistema di raffreddamento, invece, circonda il nocciolo e preleva il calore prodotto trasferendolo alle turbine. Completano l’impianto diversi dispositivi di controllo, strumenti di misura, di schermatura e sistemi ausiliari e di emergenza.
| 1. | Combustibile |
Il combustibile è costituito da un materiale fissile, un composto di un elemento pesante come l’uranio o il plutonio. I nuclei di questi elementi, infatti, hanno la proprietà di andare incontro a fissione, spontaneamente o in seguito all’urto con altre particelle.
L’uranio può essere utilizzato in due forme: naturale o arricchita. L’uranio naturale contiene i diversi isotopi dell’elemento nelle stesse percentuali presenti in natura, vale a dire, più del 99% di uranio 238, una piccolissima percentuale di uranio 235 e una ancora minore di uranio 234. Dei tre, l’isotopo fissile vero e proprio è l’uranio 235; per questo, in alcuni reattori si utilizza, in luogo della miscela naturale, una miscela arricchita di uranio 235. L’uranio 238, che rappresenta la percentuale maggiore della miscela isotopica, può andare incontro a fissione solo in seguito all’urto con neutroni veloci; normalmente, invece, tende a catturare i neutroni da cui viene colpito. Ogni volta che un nucleo di uranio 238 cattura un neutrone, si trasforma in un nucleo instabile di uranio 239 che, attraverso due decadimenti beta successivi, si trasforma in plutonio 239. Quest’ultimo è anch’esso un nucleo fissile, utilizzabile come combustibile.
| 2. | Moderatore |
Il moderatore è una sostanza che viene inserita nel nocciolo della maggior parte dei reattori (detti reattori lenti), per rallentare i neutroni emessi come prodotti secondari nella fissione del combustibile. La necessità di rallentare i neutroni si deve alla loro funzione di catalizzatori: urtando a una velocità opportuna contro i nuclei di uranio 235, infatti, essi possono indurre altre fissioni, permettendo l’autosostentamento delle reazioni nel nocciolo.
Perché sia massima la probabilità di urto dei neutroni con i nuclei di uranio 235, e minima la probabilità di cattura da parte dell’uranio 238, è necessario che i neutroni abbiano un’energia dell’ordine dell’energia di agitazione termica, vale a dire, di circa 0,025 eV (da qui la denomninazione di neutroni termici). Poiché l’energia a cui normalmente vengono emessi è di gran lunga maggiore (circa 2 MeV, ossia quasi 100 milioni di volte maggiore), si fa in modo che, prima di colpire i nuclei di uranio, i neutroni urtino contro le molecole di una sostanza capace di rallentarli. Tale sostanza deve avere un peso molecolare contenuto, in modo che nell’urto i neutroni possano perdere grandi quantità di energia, e una densità sufficientemente elevata; per questo, a seconda dei casi si utilizza come moderatore acqua, acqua pesante (con deuterio anziché idrogeno), o grafite.
| 3. | Sistema di raffreddamento |
Il sistema di raffreddamento preleva il calore prodotto nel nocciolo e lo trasferisce alle turbine. Nella maggior parte degli impianti il sistema di raffreddamento è composto da due circuiti: il calore prodotto nel nocciolo del reattore viene prelevato dal circuito primario e, attraverso uno scambiatore, viene trasferito a un circuito secondario, dove ha luogo la trasformazione in vapore; questo aziona le turbine del generatore, che produce energia elettrica. Il liquido che circola nel sistema può essere acqua o, nel caso dei reattori autofertilizzanti, un metallo liquido come il sodio.
| 4. | Sistemi di controllo |
Il livello di potenza di un reattore in funzione viene costantemente controllato attraverso la misurazione di una serie di parametri rilevanti come la temperatura, il flusso di calore e il livello di attività nucleare. La potenza in uscita viene regolata con l’introduzione o l’estrazione dal nocciolo delle barre di controllo, elementi costituiti da un materiale capace di assorbire neutroni. La posizione delle barre viene determinata in modo che il numero di neutroni prodotti in ogni ciclo a catena si mantenga costante, e la reazione nucleare non assuma un andamento esplosivo.
Le radiazioni prodotte dal reattore durante la fissione e dai residui dei processi dopo lo spegnimento sono assorbite da blocchi massicci di cemento posti intorno al reattore e al circuito di raffreddamento primario. Altre strutture di sicurezza includono: un sistema di raffreddamento del nucleo, per impedirne il surriscaldamento e la successiva fusione in caso di avaria del sistema di raffreddamento principale; una costruzione esterna di contenimento che blocca qualsiasi tipo di fuga di materiale radioattivo in caso di malfunzionamento dell’impianto. Durante il funzionamento, e anche dopo il suo spegnimento, un grosso reattore di potenza da 1000 MW possiede una radioattività che può arrivare ad alcuni miliardi di curie.