| Caribù | Articolo | ||||
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| 2. | Caratteristiche fisiche |
I caribù sono in genere animali massicci, con zampe relativamente corte e coda ridotta; le sottospecie che occupano regioni più meridionali sono di taglia maggiore di quelle settentrionali. Uno spiccato dimorfismo sessuale rende i maschi più grandi delle femmine. Il fitto mantello ha colorazione variabile in base alla sottospecie, al sesso, all’età, e può variare dal bruno del caribù dei boschi al quasi bianco del caribù della tundra. I peli sono cavi per tutta la loro lunghezza e si sfrangiano all’estremità: queste caratteristiche consentono un migliore isolamento termico.
L’altezza al garrese varia dagli 87 ai 140 cm; il peso è compreso fra i 60 e i 318 kg. I caribù sono, con le renne, gli unici cervidi in cui sia il maschio sia la femmina hanno palchi di corna; nella femmina questi sono più piccoli e meno ramificati. Gli zoccoli sono particolarmente larghi e concavi per facilitare gli spostamenti sul suolo della tundra; un caratteristico schiocco è udibile mentre il caribù si muove ed è provocato dallo sfregamento di un tendine contro un osso della zampa.
Il caribù vive generalmente in piccole mandrie composte da un certo numero di femmine, dalla loro prole e da pochi maschi. Il corteggiamento avviene in ottobre, quando i maschi si scontrano colpendosi con i palchi per stabilire i rapporti gerarchici. Ogni maschio vincitore forma un harem di 5-15 femmine con le quali si accoppia. La femmina partorisce in maggio-giugno un solo piccolo, che dopo poche ore è già in grado di muoversi autonomamente: l’allattamento dura circa un mese e mezzo. Tranne che nella stagione dell'accoppiamento, la maggior parte dei maschi più anziani vive in piccoli gruppi separati e si mantiene ai margini delle mandrie più numerose.
Nel periodo invernale l’alimento prevalente è costituito dai licheni; negli altri periodi i caribù si nutrono anche si foglie di salice e betulla, funghi ed erbe.