| Brasile | Articolo | ||||
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| 2. | Territorio |
Il territorio del Brasile può essere suddiviso in due vaste regioni naturali: il bacino del Rio delle Amazzoni, nella sezione settentrionale, e l’altopiano del Brasile, formato da una serie di altipiani che si estendono per 3.000.000 di km² nella sezione centrorientale.
Il bassopiano amazzonico, interamente percorso dal Rio delle Amazzoni e dai suoi numerosissimi affluenti e subaffluenti, occupa circa i due terzi della superficie del paese. Si tratta di una regione prevalentemente pianeggiante, in molte zone paludosa e soggetta a periodiche inondazioni. Il bassopiano, che coincide in parte con la regione naturale dell’Amazzonia, comprende estese foreste pluviali (selvas), in molte aree inaccessibili a causa della fitta vegetazione; a nord, la regione è delimitata dai bassi rilievi del massiccio della Guayana.
L’altopiano del Brasile è un grande basamento eroso di rocce archeozoiche la cui altitudine media varia dai 700 ai 1.200 metri. Comprende, soprattutto verso nord-est, catene montuose e valli fluviali e in numerosi punti si innalza ripido sulla costa oceanica. Le principali catene montuose dell’altopiano del Brasile comprendono la Serra di Mantiqueira, la Serra do Mar e la Serra do Espinhaço, che hanno un’altitudine media di circa 1.200 metri. La parte centro-occidentale del tavolato comprende il Mato Grosso. Gran parte del territorio dell’altopiano è costituito da vaste praterie (campos) e da grandi aree boschive. Nella regione del Nordeste, prevalgono gli aridi altipiani, che danno luogo alla regione denominata Sertão.
Le vette più elevate del Brasile sono il Pico da Neblina (2.994 m), al confine con il Venezuela, e il Pico da Bandeira (2.890 m). La linea costiera, bordata da una stretta fascia pianeggiante presenta alcune profonde insenature che creano porti naturali, come quelli di Rio de Janeiro, di Salvador e di Recife.
| 1. | Risorse naturali |
Benché le terre coltivabili rappresentino il 7,9% della superficie totale del paese, il Brasile ha nell’agricoltura una delle sue principali risorse naturali. Grazie alla foresta amazzonica, che copre circa 477.698.000 ettari, il paese dispone di immense risorse di legname. Altrettanto ricche sono le risorse minerarie, tra cui bauxite, diamanti, oro, nichel, cromo, ferro, uranio, manganese, stagno e petrolio. La vasta rete idrografica del paese ha permesso un ampio sfruttamento dell’energia idroelettrica.
| 2. | Idrografia |
Gran parte del territorio brasiliano è compreso nei sistemi fluviali del Rio delle Amazzoni e del Rio de la Plata-Paraná. Il Rio delle Amazzoni e i suoi maggiori tributari, il Negro, il Japurá, il Putumayo, il Purus, il Madeira, il Tapajós, lo Xingu e il Tocantins, formano un’estesa rete di navigazione interna paragonabile solo a quella del fiume Mississippi negli Stati Uniti. Il fiume, che dalle sorgenti andine fino alla foce, sulla costa nordorientale del Brasile, ha un corso di 6.400 km, è navigabile per circa 4.000 km anche da imbarcazioni di grandi dimensioni.
I principali fiumi navigabili che scendono dagli altipiani sono il São Francisco e il Parnaíba. Il primo, navigabile nel suo corso superiore, è interrotto dalle cascate Paulo Afonso a circa 300 km dalla foce; rapide e cascate interrompono anche la navigabilità del Parnaíba, dell’Iguaçu e dell’Uruguay, uno dei fiumi principali del sistema del Rio de la Plata che percorre il territorio brasiliano per più di 965 km, segnando per un lungo tratto il confine con l’Argentina.
| 3. | Clima |
In considerazione della ragguardevole estensione latitudinale, il clima del Brasile presenta notevoli differenze da regione a regione, passando da quello tropicale a quello temperato. Lungo la fascia costiera settentrionale è di tipo tropicale, con temperature mitigate dai venti oceanici portatori di umidità e una media annua delle precipitazioni di circa 1.500 mm. Lungo le coste meridionali il clima è caratterizzato da marcate variazioni stagionali con inverni freddi e una media delle precipitazioni inferiore ai 1.000 mm.
Negli altipiani centrorientali il clima è subtropicale: le temperature variano alle diverse altitudini, con marcate escursioni diurne, e si verificano spesso lunghi periodi di siccità. Negli altipiani meridionali e occidentali le precipitazioni possono essere abbondanti, mentre nell’altopiano sudorientale le temperature variano da subtropicali a temperate. La regione del Nordeste registra condizioni climatiche estreme, con elevatissime temperature estive (40 °C) e scarse precipitazioni (500 mm). Nella regione amazzonica il clima equatoriale umido è influenzato dagli alisei che portano abbondanti piogge. In questa zona, una delle più piovose della Terra (2.000 mm annui), si registra una temperatura costante di circa 26 °C. A Brasilia la media delle temperature è di circa 22 °C in gennaio e di 20 °C in luglio. A Rio de Janeiro si registrano temperature invernali più elevate (circa 29 °C) e una media delle precipitazioni di 1.760 mm rispetto ai 1.600 mm di Brasilia.
| 4. | Flora e fauna |
La vegetazione brasiliana è estremamente ricca e diversificata, specie nel bacino amazzonico. Qui domina la foresta pluviale, in cui la vegetazione è particolarmente rigogliosa e composta da centinaia di specie di piante distribuite in base al grado di umidità dei suoli: tra queste, palme e piante della famiglia delle euforbiacee (dalle quali si ricava il caucciù). Lungo la costa crescono rigogliose foreste di mangrovie, alberi del cacao, palme nane e numerose altre specie, tra cui la Caesalpinia echinata; a questa pianta (chiamata dagli autoctoni pau-brasil) si deve il nome del paese. I frutti maggiormente coltivati sono l’ananas, il mango, la banana, l’uva, l’arancia, il fico e la goiava (guava). Negli altipiani, la lussureggiante vegetazione lungo le valli fluviali si fa più rada nelle zone montuose, dove crescono soprattutto specie decidue. Nelle zone temperate abbondano le conifere, mentre nelle sezioni aride dell’altopiano sono comuni i cactus e una vegetazione di tipo arbustivo.
La fauna del Brasile è estremamente ricca e varia. Tra i mammiferi di grandi dimensioni sono diffusi il capibara, il puma, il giaguaro e l’ocelot. Non mancano il pecari, il tapiro, il formichiere, il bradipo, l’opossum e l’armadillo, oltre a vampiri e ad altri tipi di pipistrello. Nelle regioni meridionali sono presenti numerosissimi cervi. Le foreste sono popolate da diverse specie di scimmie e di uccelli tropicali, soprattutto pappagalli e tucani. Tra i rettili, numerose le specie di alligatori e serpenti, tra cui il crotalo muto, il ferro di lancia e il boa. Nei fiumi e lungo la costa atlantica ricchissima è la popolazione di tartarughe e pesci (tra cui piranha e barracuda).
| 5. | Problemi e tutela dell’ambiente |
L’immenso bacino idrografico del Rio delle Amazzoni è interamente coperto da foreste tropicali e savane, che costituiscono il più grande polmone verde del pianeta, in grado di influenzarne il clima e di ridurre l’anidride carbonica in eccesso nell’atmosfera. Il bacino del Rio delle Amazzoni è anche un prodigioso serbatoio di biodiversità per la quantità e la varietà delle specie vegetali e animali in esso presenti.
La foresta amazzonica copre il 56,1% del territorio del Brasile. Il ricchissimo patrimonio amazzonico è però gravemente minacciato dal crescente sfruttamento delle risorse determinato dal processo di industrializzazione. Il governo brasiliano ha a lungo promosso e incoraggiato l’occupazione e lo sfruttamento della foresta, avviando la realizzazione di infrastrutture viarie e idrauliche al fine di accelerare l’insediamento di coloni e grandi aziende, l’apertura di miniere, lo sfruttamento del legname e la costruzione di vaste fattorie per l’allevamento. A seguito di ciò, il 12% circa delle foreste amazzoniche è andato perduto, soprattutto in Brasile, dove tra il 1979 e il 1990 il tasso annuo di deforestazione aveva raggiunto l’allarmante livello di 20.000 km² all’anno. Nelle zone interessate dal diboscamento si è assistito al rapido degrado del suolo, all’inquinamento dei corsi d’acqua e alla cacciata di migliaia di indios dalla propria terra.
Per limitare il disastro ambientale, in questi ultimi anni il governo brasiliano, anche grazie alle pressione internazionale, ha in parte ridotto gli incentivi concessi per lo sviluppo industriale del bacino del Rio delle Amazzoni; d’altro lato, gli aiuti economici e politici accordati dalle organizzazioni internazionali al paese sono sempre più improntati al rispetto e alla tutela dell’ambiente.
L’84,32% dell’elettricità prodotta nel paese proviene da centrali idroelettriche, costruite attraverso la realizzazione di dighe e giganteschi bacini artificiali lungo i corsi d’acqua amazzonici, che hanno però drammaticamente alterato l’equilibrio ecologico. Per tale ragione la BIRS ha rifiutato una richiesta da parte delle autorità brasiliane di fondi destinati alla realizzazione di una nuova diga per la produzione di energia idroelettrica. Lungo la costa tra Rio de Janeiro e São Paulo si trova l’unica centrale nucleare brasiliana, che produce il 3,73% dell'energia nazionale.
Nel 2007 il 18,5% del territorio del paese risultava soggetto a protezione ambientale. Disseminati sul territorio brasiliano si trovano infatti numerosi parchi nazionali, riserve biologiche e riserve antropologiche. Il Brasile possiede inoltre aree naturali riconosciute come patrimonio dell’umanità e riserve della biosfera poste sotto la tutela dell’UNESCO.
Nel 1992 il Brasile ha ospitato a Rio de Janeiro la Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente e lo Sviluppo, anche nota come Earth Summit, durante la quale, oltre alla promozione di iniziative ambientali, si è giunti alla definizione del concetto di sviluppo sostenibile (vedi Conferenza di Rio). A livello internazionale, il Brasile ha ratificato numerosi trattati, tra cui il Trattato Antartico, la Convenzione sul diritto del mare e la Convenzione sull’Emisfero Settentrionale (1940). Sulla base del Trattato di cooperazione amazzonico (1978), il paese coopera alla protezione del Bacino del Rio delle Amazzoni.