| AIDS | Articolo | ||||
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| 9. | Cenni storici |
I primi casi di AIDS furono osservati all’inizio degli anni Ottanta del Novecento: si trattava di decessi di maschi omosessuali, peraltro sani, vittime di infezioni che, in precedenza, erano state osservate soprattutto in pazienti che avevano subito trapianti e, per limitare il pericolo del rigetto dell’organo trapiantato (vedi Trapianto), erano stati sottoposti a terapie immunosoppressive, cioè alla somministrazione di farmaci che rendono le naturali difese del corpo meno aggressive nei confronti di agenti estranei.
Nel 1983 il medico e virologo francese Luc Montagnier e altri scienziati dell’Institut Pasteur di Parigi isolarono, dal linfonodo di un uomo a rischio di sviluppare l’AIDS, quello che sembrava essere un nuovo retrovirus umano. Poco tempo dopo, sia il gruppo di Robert Gallo al National Cancer Institute di Bethesda, nel Maryland, sia il gruppo guidato da Jay Levy all’Università della California a San Francisco, isolarono un retrovirus da persone infette dal virus ma non malate (denominate sieropositive) e da pazienti con AIDS conclamata (ovvero, che manifestavano già il quadro clinico della sindrome). Tutti e tre i gruppi avevano così isolato quello che oggi è noto come HIV.
Dal 1985 si tiene ogni anno una Conferenza internazionale sull’AIDS nella quale tutti gli aspetti relativi alla infezione da HIV sono affrontati dal punto di vista biologico, medico, farmaceutico, politico e sociale. Di particolare rilievo fu la “Dichiarazione di Durban”, siglata nel 2000 a Durban (Sudafrica): in essa si prendeva atto dell’impressionante diffusione dell’infezione (34 milioni fra sieropositivi e malati di AIDS, di cui 24 milioni nell’Africa subsahariana; 2,6 milioni di morti nel 1999, il valore più elevato dall’inizio dell’epidemia) e soprattutto si ribadiva la natura virale dell’infezione, precedentemente messa in discussione da alcuni scienziati.
| 1. | Il diritto all’accesso ai farmaci |
Questione centrale delle politiche in tema di AIDS è la possibilità di accesso ai farmaci per i paesi in via di sviluppo, nei quali le precarie condizioni igienico-sanitarie e la mancanza di adeguate condizioni economiche precludono la possibilità di comprare i farmaci protetti da brevetto per i trattamenti antivirali e, di fatto, aumentano la percentuale di decessi dovuti ad AIDS. L’utilizzo di farmaci “generici” (più economici perché non soggetti a brevetto, pur contenendo gli stessi principi attivi dei prodotti brevettati) aumenta la possibilità di accesso alle cure. Nella battaglia per il diritto a terapie adeguate, fu una conquista il “Medical Act” emanato dal governo di Pretoria nel 1997, che autorizzava la produzione interna e l’acquisto presso altri paesi di farmaci generici antivirali: osteggiato da un cartello di aziende farmaceutiche, fu sostenuto dal politico sudafricano Nelson Mandela e da associazioni internazionali come Médecins sans Frontières e Amnesty International che, in pochi mesi, raccolsero centinaia di migliaia di firme a suo favore.
| 2. | Diffusione dell’epidemia |
L’ONU e l’OMS pubblicano periodicamente un rapporto che fornisce dati epidemiologici sull’AIDS, necessari a comprendere l’andamento dell’epidemia di HIV e le tendenze nella modalità di trasmissione e nell’efficacia delle terapie. Il picco dell’infezione da HIV si ebbe verso la fine degli anni Novanta del XX secolo, con oltre 3 milioni di nuovi sieropositivi all’anno in tutto il mondo. Nel 2007 i sieropositivi in tutto il mondo ammontavano a 33,2 milioni; 2,5 milioni erano i malati di AIDS; poco inferiore il numero dei morti, pari a circa 2,1 milioni. Se in Africa le nuove infezioni nel 2007 sono state pari a 1,7 milioni, ma dimostrano un rallentamento rispetto al 2001, in Indonesia si è invece registrato un brusco aumento dei casi nell’arco di pochi anni.
Dato particolarmente significativo è la notevole diffusione della via di trasmissione per mezzo di rapporti eterosessuali, registrata nell’ultimo quinquennio; in calo, invece, la diffusione tra tossicodipendenti.
| 3. | Il “World AIDS Day” |
Per sollecitare l’attenzione del grande pubblico sui progressi della ricerca nella lotta all’AIDS, sullo stato dell’epidemia nel mondo e sulle iniziative adottate da varie organizzazioni, ogni anno, il giorno 1° dicembre, ricorre la Giornata mondiale dell’AIDS (World AIDS Day), istituita per la prima volta nel 1988 dall’OMS.